PERSONE CHE HANNO LETTO O CURIOSATO

giovedì 26 dicembre 2013

La dignità di Gerardo

Gerardo era lì, in attesa, da un bel po'.
Niente: l'altro ieri sera tutti (turisti, clienti o dipendenti dell'albergo...) gli passavano davanti senza degnarlo di uno sguardo. 

Eppure, in 13 anni - da tanto, infatti, lui faceva questo lavoro a Las Vegas - non era raro che sul suo taxi salisse qualcuno che chiedesse di fare un bel giro panoramico sul Las Vegas Boulevard South, che poi sarebbe il vero nome del Las Vegas Strip, la strada-spettacolo che attraversa la capitale del gioco degli Stati Uniti d'America.
Un vero e proprio spettacolo, visto che ai due lati dello Strip di Las Vegas si concentrano 19 dei 25 mega-maxi-super alberghi della "città del peccato".

"Ma porca miseria - sono certo che pensò l'altra sera - possibile che nessuno dei clienti del Bellagio abbia bisogno di un passaggio, oggi?". 
E non aveva tutti i torti a stupirsi, il nostro Gerardo. Stiamo parlando di un albergo di 3933 stanze, sei Casinò, 2400 slot machine, teatro da 1800 posti dove due volte al giorno si esibisce Le Cirque du Soleil, due cappelle a disposizione 24 ore su 24 per matrimoni-lampo, una "Spa" da sei mila metri quadri con "torre termale"... 
E migliaia di turisti che vi entrano anche solo per una mezz'oretta di pura curiosità. 

Il nostro Gerardo ammazzava il tempo guardando con occhio un po' annoiato i giochi d'acqua a ritmo di musica che scatenavano gli applausi di migliaia di passanti dello Strip. Che si fermavano, osservavano meravigliati, applaudivano e se ne andavano.
Un paio di minuti di pausa, e poi via al nuovo spettacolo di musica e acqua. Con altre migliaia di persone che nuovamente si fermano, spalancano la bocca, applaudono e se ne vanno. 
A piedi. 
Senza prendere il suo taxi, dannazione!

Poi, finalmente, ne arriva uno.
Si siede, si sistema, e prima di dire dove aveva intenzione di essere portato dice, passandogli un pacchetto di carta marrone: "Guarda che l'ultimo cliente deve essersi dimenticato questa cosa!"
Doveva essere la scatola di cioccolatini di quello che aveva caricato davanti al The Cosmopolitan e che aveva lasciato al Palms Place
Quello accompagnato al taxi da un dipendente dell'albergo che gli disse, passandoglielo: "Ecco la sua scatola di cioccolatini, signore"
Al primo semaforo, Gerardo non resiste e decide di dare un'occhiata per vedere di che marca fossero. Apre il pacchetto e gli prende un colpo (ma sono certo che un colpo è venuto anche al cliente...).

Dentro, infatti, non c'erano affatto cioccolatini,  ma, avvolti in fascette, un sacco di bigliettoni verdi. 

"Mio Dio, ma questi sono contanti! - ha detto Gerardo stropicciandosi gli occhi.
Già... Per la precisione erano sei mucchietti di biglietti da cento, per un totale di 300 mila dollari. 
Qualcosa come 219 mila €uro, al cambio di oggi.

Chissà cosa gli deve essere passato per la testa, in quel momento a Gerardo Gamboa, tassista emigrato 13 anni fa dal Centroamerica. 
E' che trovare una somma del genere è una bella grana: e allora chiede al cliente di avere pazienza, perché doveva assolutamente passare immediatamente alla centrale della compagnia per la quale lavorava, la "Checker Cab. Company", per liberarsi di "questa rogna".

"E' la più grande quantità di denaro trovato in uno dei nostri taxi nei miei 32 anni di lavoro - ha commentato il dirigente Bill Shranko -. Recentemente un altro cliente distratto aveva lasciato in un nostro taxi una busta con 9 mila dollari (6574 dollari): ma questa è tutt'un'altra somma!" ha detto ridendo, mentre chiamava la Polizia e la direzione del The Cosmopolitan

"Badate, io sono una povera persona, ma non ho bisogno di denaro che non mi appartiene", ha dichiarato semplicemente Gerardo Gamboa a chi gli chiedeva se non fosse sfiorata, in quegli istanti, l'idea di tenersi quei "cioccolatini". 
Del cliente distratto non sappiamo granché, se non che si trattava di un giocatore di poker professionista che, proprio in quei minuti, si era rivolto disperato alla "Checker Cab. Company". Che però inizialmente si era rifiutata di restituirgli il denaro in quanto sprovvisto di documento di identità.
Non sappiamo nemmeno se e quanto abbia ricompensato il nostro Gerardo. 
La cui onestà è stata però intanto premiata dalla "Checker Cab. Company", la ditta che gli noleggia il taxi.
























Eccolo qui con un assegno di mille dollari e il buono di una cena per due persone in un ristorante di Las Vegas.
"Apprezzo molto ciò che ha fatto la mia Compagnia: ma se il mio cliente non vorrà darmi nulla andrà bene lo stesso - ha detto Gerardo -. Da parte mia sento di aver fatto soltanto la cosa giusta. La mia dignità non ha prezzo".

Ah, a proposito: la corsa del taxi gli aveva fruttato 10 dollari. E il giocatore distratto, a parte i 300mila dollari in contanti, gli aveva lasciato 5 dollari di mancia.

© dario celli. Tutti i diritti sono riservati

5 commenti:

  1. La dignità... gran bella cosa vivere bene con il mondo che ti circonda e soprattutto con te stesso.
    Bella storia.

    Esau_Rita

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  2. "Badate, io sono una povera persona, ma non ho bisogno di denaro che non mi appartiene"...nient'altro da aggiungere!!

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  3. Questione di dna, cioè di come sei fatto. Salvo necessità di sopravvivenza, ladro lo nasci difficilmente lo diventi

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  4. veramente un grande gerardo

    ciao cristian

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