PERSONE CHE HANNO LETTO O CURIOSATO

giovedì 20 giugno 2019

Dall'Italia noi siam partiti...



Tra il 2006 e il 2018 gli italiani residenti all'estero sono aumentati di 578mila unità (+64,7%) con gli iscritti all'Aire (Anagrafe italiana residenti all'estero, alla quale, ovviamente, non si iscrivono tutti coloro che decidono di lasciare l'Italia) che sono passati da 3.100.000 a 5.100.000

Al 2018, i cittadini italiani residenti all'estero sono l'8,5%.
Con un incremento del 2,8% nel solo ultimo anno;

del 6,3% nell'ultimo triennio;
e del 14,1% nell'ultimo quinquennio.

Nel 2017, 243.000 italiani hanno chiesto l'iscrizione all'Aire, il 52,8% per espatrio.

Il 37,4% (circa 48mila) ha tra i 18 e i 34 anni.

Le prime cinque provincie della nuova diaspora italiana sono Milano, Roma, Genova, Torino e Napoli.

Le prime regioni, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Sicilia e Puglia.

Nel periodo da gennaio a dicembre 2017, gli italiani che si sono trasferiti all'estero sono andati in 193 località del mondo.


Principalmente in Europa (70%), poi nelle Americhe (22,2%) con il 7,5% che hanno scelto gli Stati Uniti. 


Per quanto riguarda l'Europa, la Germania (20.007) è tornata ad essere, la destinazione preferita sorpassando il Regno Unito (18.517) e la Francia (12.870). 


Complice, probabilmente, la Brexit, il Regno Unito registra un decremento dei trasferimenti italiani del -25,2%.
Mentre - probabilmente per la tassazione favorevole per i pensionati italiani - il Portogallo registra la crescita più importante, +140,4%.

A questo proposito, i "migranti previdenziali", i pensionati italiani che si trasferiscono all'estero, scelgono principalmente Marocco, Thailandia, Spagna, Portogallo, Tunisia, Santo Domingo, Cuba, Romania.

Sono aumentati gli italiani in Brasile (+32,0%), in Spagna (+28,6%) e in Irlanda (+24,0%). 

A lasciare l'Italia sono soprattutto i giovani (37,4%) e i "giovani adulti" (25%). 
Ma le crescite più importanti, si registrano fra gli ultra cinquantenni (+20,7%) e fra i 50-64enni (+35,3%).

Dati del "Rapporto italiani nel mondo 2018" della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale italiana.
Il Rapporto completo, QUI.


lunedì 10 giugno 2019

La triste parabola della quercia di Aisne


Proveniva dalla foresta francese dell'Aisne, Alta Francia, teatro durante la Prima Guerra Mondiale (nella quale gli Stati Uniti entrarono il 6 aprile del 1917) di una terribile battaglia svoltasi fra il 26 maggio e il 7 giugno 1918.
Fu la prima battaglia che le truppe americane combatterono a fianco della Francia contro gli austriaci. 

"Terribile" perché soltanto in quei 12 giorni di guerra fra quelle querce, morirono ben duemila soldati Usa


In ricordo di quell'evento di solidarietà storica, nel corso della sua recente visita negli Stati Uniti, il Presidente francese Emanuel Macron donò agli Stati Uniti un giovane esemplare di quercia proveniente proprio da quella foresta.

L'esemplare, piuttosto esile, fu piantato nel corso di una cerimonia simbolica lo scorso 23 aprile nel prato della Casa Bianca: con i due Presidenti, Macron e Trump che, alla presenza delle consorti, ci davano giù di vanga.

La giovane quercia francese deve aver però mal sopportato il lungo viaggio.
O la nuova destinazione.

In evidente crisi, qualche settimana dopo è infatti stata espiantata per essere ricoverata in una serra, dove le sono state prestate le cure necessarie.
Ma non ce l'ha fatta. 

Oggi siamo venuti a sapere che la quercia dell'amicizia franco-americana è morta.

La Casa Bianca le è stata fatale.



© dario celli. Tutti i diritti sono riservati

sabato 8 giugno 2019

Le fragole di Erica.


Cari amici, vi presento Erica Alfaro, la protagonista di questa nuova storia di "Aria Fritta". 


Vive in California, ha 29 anni, e qui la vediamo nella classica foto ricordo - con tanto di tocco e toga - il giorno della sua laurea. 
Guarda dritto negli occhi, con uno sguardo davvero soddisfatto, radioso, fiero, direi. 


Che strana foto, però, per un ricordo di laurea.
Non l'ha fatta nel - peraltro bellissimo - campus della San Marco California States University, dove lei ha studiato e discusso la sua tesi in psicologia.
Finita la cerimonia, infatti, ha chiesto ai suoi genitori - orgogliosi ed impazienti di immortalare quel momento nella memoria del telefonino - di seguirla.

Fino al parcheggio dell'Università.
Dove, con loro un po' stupiti, li ha fatti salire in auto.

Il padre e la madre non fecero obiezioni (d'altronde, quello, era il gran giorno di loro figlia!). Certo si chiedevano cosa significasse tutto ciò e dove diavolo la loro "bambina", che aveva appena preso il master, li stesse portando.

Partiti, capivano sempre meno, mentre si allontanavano sempre di più dal campus.

Poi da quel quartiere.

Poi addirittura da San Diego...

"Ma dobbiamo solo fare una foto!", le dissero loro sorridendo e assecondandola, però.

Capivano sempre meno...
E ancor meno quando la loro ragazza alla guida prese la Ronald Packard Parkway, poi la Us 78 e in direzione nord, la Interstate 5. 
Che in quel tratto si chiama San Diego Freeway.

Ma dove diavolo??

Poi...
Poi improvvisamente, quasi nello stesso istante, tutti e due i genitori spalancarono gli occhi.
Tutto fu improvvisamente a loro chiaro quando, nei pressi della Pio Pico Drive, la loro Erica - sempre alla guida in silenzio e sorridendo - prese l'uscita 50 per Carlsbad.

E in un istante gli occhi spalancati dei suoi genitori si gonfiarono di lacrime.

Oh sì... 
Oh sì che Claudio Alfaro e Teresa Herrera conoscevano quella strada!
L'avevano percorsa centinaia, migliaia di volte nel corso della loro vita. 

In quella parte della seconda vita. 

Claudio e Teresa, 51 e 50 anni, la prima parte l'avevano vissuta a Oaxaca de Juárez, coloratissima - ma poverissima del Messico, nel quale detiene la non invidiabile sesta posizione nella classifica nazionale di cittadina con la peggiore qualità della vita.  



Che era distante duemila miglia, più o meno 3.400 chilometri, più a sud.

Là non avevano nemmeno potuto fare le scuole elementari: perché c'era bisogno anche delle loro piccole braccia per mangiare e vivere.

Poi, da adulti, la scelta - obbligata, drammatica - di andarsene.
Andarsene a cercare una vita migliore. 
Una vita, finalmente, con un possibile futuro. 
Pensate che quando nel 1990 arrivarono (da illegali) in California, i genitori di Erica erano analfabeti e parlavano solo il "mixtec" il dialetto delle montagne messicane. 

Arrivati negli Stati Uniti, Claudio e Teresa si misero subito a lavorare, senza sosta, nei campi: la sola cosa che sapessero fare, accettando di buon grado le dieci, dodici ore di fatica nella campagna californiana.

In California, la coppia aveva trovato casa a Oceanside, che sì ha una spiaggia bellissima, ma che loro vedevano manco con il binocolo.
Altro che mare e palme: la campagna dell'entroterra è semplicemente campagna, campi coltivati.

La loro casetta americana aveva due stanze.
Piccola ma molto carina, era condivisa con un'altra famiglia, messicani come loro.
Una stanza per famiglia. 
Undici persone in due stanze.

Erica, al mattino andava a scuola con i suoi due fratellini. Poi, al pomeriggio, via a lavorare nei campi: "Secondo la stagione, raccoglievamo fragole, lamponi, pomodori... E più raccoglievamo, più ci pagavano. 
E a noi i soldi servivano per pagare l'affitto e mangiare". 

L'inizio del loro sogno americano fu turbolento: ad un certo punto i genitori di Erica, infatti, dovettero lasciare gli Usa perché dovevano aspettare in Messico l'esito della domanda di naturalizzazione, in quanto parenti diretti di una cittadina americana. Si stabilirono così nella città messicana attaccata al confine americano: Tijuana. 
In quel modo la piccola Erica - nata negli Usa e dunque cittadina americana - poteva continuare a frequentare la scuola a San Diego, dall'altra parte del confine.

A 15 anni l'adolescente Erica vede in un venticinquenne l'amore della vita e la via d'uscita. E, incinta, sposa quel giovane, abbandonando la scuola. 
Ma il sogno romantico di ragazzina si trasformò presto in un incubo. A suon di insulti, schiaffi, calci. 
Sempre più quotidiani.
"Sogno" cessato definitivamente quando lui, poi, la caccia da casa. 
Via, fuori: lei e il bambino. 
Prendete la vostra roba e andatevene.

Erica ricorda bene quel periodo, doloroso, faticoso, che seguì: "Non vedevo via d'uscita, mi sentivo frustrata, mi lamentavo in continuazione. Di giorno lavoravo in campagna con i miei, la notte il mio piccolo non mi faceva dormire. 
Un inferno.
Ed io ero sempre uno straccio...". 

Fu la madre - saggia come sanno essere tutte le mamme - a dirle che c'era una sola soluzione per rompere quel circolo vizioso, fatto di lavoro, figlio, sonno che manca, sveglia all'alba, lavoro, figlio, e ancora quel sonno che mai era abbastanza:
"Sappi che la tua vita sarà sempre così, d'ora in poi. Hai una sola possibilità per uscire da quest'inferno: studiare. 
Studiare e farti una posizione".

Cavoli, cari amici di Aria Fritta, siamo sinceri: quante volte ci siamo sentiti dire esattamente questa cosa noiosa dai nostri genitori? 

Ed Erica capì che in effetti, per lei, studiare era forse davvero l'unica soluzione. 
La sua unica "uscita di sicurezza".
L'unica possibilità che aveva per cambiare vita.
Ma sì: per emanciparsi. 

La signora Teresa, la mamma di Erica, non poteva certo conoscere don Milani, che nel lontano 1965 - dall'altra parte del mondo, sulle montagne toscane - espresse con chiarezza il concetto ai suoi alunni della scuola di Barbiana, tutti ripetutamente respinti dalle nostre scuole, tutti figli di contadini e montanari analfabeti:
"Guardate, l'operaio sa cento parole, il padrone ne sa mille: e per questo è lui, il padrone...". 

Erica, per fortuna, quella volta stette ad ascoltare sua mamma: prese coraggio e ricominciò da capo iscrivendosi, a 17 anni, ad una scuola serale di San Diego.
Andando così, ogni giorno, avanti e indietro (da sola) fra il  Messico e gli Stati Uniti
Di giorno andava al lavoro in campagna con i suoi genitori, in Messico in attesa di ricevere i documenti per vivere regolarmente con lei negli Usa grazie al "ricongiungimento familiare"; 
di sera, finita la giornata di lavoro, attraversava il confine per frequentare, a San Diego, in California, una scuola serale, finita la quale, ritornava a casa, in Messico, quando ormai era notte.  

E lì, a Tijuana, stava un po' con il suo bambino, che i nonni accudivano in sua assenza. Giusto il tempo di addormentarlo e sprofondare anche lei, in pochi secondi, finalmente nel sonno. 

Che periodo, quello! Sopra al suo letto aveva attaccato al muro un foglio con su scritto, in caratteri belli grandi: 
"La peor derrota es darse por vencido". 
"La peggior sconfitta è darsi per vinti".
Era il suo incoraggiamento quotidiano, la frase che lei leggeva nei momenti di stanchezza, quando avrebbe voluto mollare tutto e fermarsi.

Ma lei non voleva assolutamente darsi per vinta. 

Anche perché, come spesso succede quando si inizia ad agire, ad un certo punto le cose iniziarono a prendere la direzione giusta
Intanto la domanda di ricongiungimento dei suoi genitori fu approvata, con loro che così poterono tornare a vivere tutti insieme negli Usa, in California. 

Poi, finalmente, arrivò il diploma.
E che festa, quel giorno, con il suo bambino...

 
Ma Erica, a quel punto, sapeva che non poteva fermarsi.

Voleva di più, farla tutta, quella strada. Così arrivò il passo successivo: l'iscrizione all'Università. 

Università della California alla quale arrivò grazie ad una borsa di studio e che Erica frequentò anche quando il suo piccolo venne colpito da una terribile paralisi cerebrale. Una situazione che, ovviamente, si ripercosse sul suo rendimento scolastico.
"Le spese erano sempre maggiori e i voti ne risentirono...", ricorda. 

Ma niente: lei non mollò nemmeno quella volta.

Ci mise sette anni per laurearsi, Erica Alfaro. 
Ma quando arrivò al traguardo, quel 19 marzo 2017, era come se avesse dimenticato d'incanto tutta la sofferenza, la fatica, i sacrifici fatti.
Ora - solo ora - tutto ciò che era successo nella sua vita iniziava ad avere un altro senso. 
Adesso sì che iniziava a vederlo, il senso.

Cari amici: aveste visto - ma certamente la potete immaginare - l'espressione dei genitori di Erica quando le venne consegnata la pergamena. Piangevano, piangevano a dirotto che quasi sembrava fosse successo loro una disgrazia...

La loro bambina laureata!
La prima laureata nella storia della famiglia Alfaro... 
Laureata e per di più in un'università degli Stati Uniti d'America!

E appunto dimenticando d'incanto tutta la sofferenza, la fatica, i sacrifici fatti, voleva di più. 
Tutto questo ad Erica non bastava ancora.
Voleva continuare, voleva raggiungere anche il master, e dunque, ancora una volta timidamente, presentò domanda per entrare a fare un master alla San Diego State University.

Che il maggio dell'anno scorso le inviò questa lettera: 
"Cara Erica Alfaro, congratulazioni e benvenuta!

Non vediamo l'ora di lavorare con te...". 


Siamo ai nostri giorni, amici. 
Siamo a qualche giorno fa, quando la nostra Erica ha conquistato anche il master in "Formazione e Psicoterapia"...

Il lungo racconto della vita di Erica ci ha portato indietro con gli anni, ma noi qualche riga più in su eravamo nella sua auto, con lei che finita la cerimonia di consegna del master stava portando i suoi genitori chissà dove per fare la benedetta foto ricordo.
L'avevamo lasciata sulla Pio Pico Drive davanti al bivio per l'uscita 50, quella per Carlsbad, con gli occhi dei suoi genitori che, tempo un secondo, si erano riempiti di lacrime quando avevano capito dove la figlia voleva fare quella foto.

Ecco dove voleva farla!
Ormai - quando erano fra i campi dove loro, da anni, stavano ore piegati a raccogliere lamponi, pomodori, fragole - lo avevano capito... 

La foto ricordo per il conseguimento del master sarebbe stata fra i campi di fragole di Carlsbad.

Nessun altro posto sarebbe stato migliore. 
Nessun altro luogo avrebbe potuto ricordare meglio la sua fatica, quella dei suoi genitori, i suoi sogni di ragazza, i sogni della famiglia Alfaro.

Guardate che espressione fiera aveva il padre mentre, con gli occhi ancora increduli, guardava commosso la sua bambina...
"Mia figlia con un master! Una Alfaro con il master!"
              

Prima di scrivere questo racconto ho fatto "in punta di piedi" un'incursione nella sua pagina Facebook, e lì ho preso queste foto che Erica, qualche giorno fa, ha deciso di condividere con tutto il mondo raccontando la sua storia.
                                                                               
Immagini accompagnate da queste parole: 

"Con immenso amore, dedico la laurea e il mio master ai miei genitori, emigrati fra mille difficoltà negli Stati Uniti d'America per darmi un futuro migliore.

Dedico la laurea e il master a loro e ai loro immensi sacrifici. 

Se condivido pubblicamente queste foto personali, è per incoraggiare tutti gli studenti illegali e senza documenti, così come le ragazze diventate madri troppo presto o le donne vittime di violenze domestiche, a credere nel futuro e a battersi per finire gli studi. 

Ce la potete fare.
Ce la potete fare davvero.
Come ce l'ho fatta io...". 

Già, avete letto bene: ha proprio scritto "studenti illegali e senza documenti"

A qualche illustre nostro ministro verrebbe un colpo al sapere che negli Stati Unit d'America ci sono 200-225mila ragazzi illegali, clandestini, senza documenti che frequentano ogni giorno regolarmente le scuole americane: dalle elementari all'università.

Senza che queste chiedano loro qualsivoglia documento.
Perché più delle regole burocratiche è importante che loro studino.

Tutti per diventare come Erica, la nostra amica "radical chic" che voleva la sua possibilità di rivalsa.

Non sapete quanto vorrei vedere la vostra faccia, in questo momento, cari lettori di Aria Fritta.
E la sua.

Comunque, se vi interessa, di questi ragazzi ne ho scritto QUI.




© dario celli. Tutti i diritti sono riservati

venerdì 11 gennaio 2019

Vent'anni senza...

Il ricordo delle tante chiacchierate che facemmo insieme, da quella volta in cui - io sedicenne - tu ci desti un passaggio in auto a Torino (con l’incasso del concerto in contanti che portavi a tua zia in una borsa della spesa...), alle altre quando ti incontravo per le interviste alla radio. 

E il costante rimpianto di non aver mai osato accettare l’invito che tu e e Dori mi faceste di passare a trovarvi all’Agnata, a Tempio. 


Non son riusciti a cambiarmi.
Non son cambiato, lo sai?


Sempre nel mio cuore.
Sempre nel nostro.




© dario celli. Tutti i diritti sono riservati


martedì 1 gennaio 2019

1 gennaio 1892: inaugurazione di Ellis Island


“La mia prima impressione del Nuovo Mondo rimarrà per sempre impressa nella mia memoria, in particolare quella nebbiosa mattina di ottobre quando vidi per la prima volta Ellis Island. 


Durante i 14 giorni di navigazione da Napoli, il piroscafo Florida, all’interno del quale erano stipati 1600 emigranti italiani, si trovò in mezzo ad una delle peggiori tempeste che il capitano ricordasse di aver mai affrontato.
Fummo tut
ti sollevati, bambini ed adulti, quando lasciammo il mare aperto per entrare nella baia.
 

Mia madre, il mio patrigno, mio fratello Giuseppe e le mie due sorelle, Libertà ed Elvezia, felici di aver superato illesi la tempesta, stretti l’uno all’altro a prua per la paura di essere separati, guardavamo emozionati questa terra miracolosa dei nostri sogni".

(Edoardo Corsi, 10 anni, 1907)

 

mercoledì 3 ottobre 2018

Green Card! Vivere e lavorare negli Stati Uniti non è un sogno: intanto provate a partecipare alla Lotteria Green Card!

«Il grembo dell'America è pronto ad accogliere non solo lo straniero ricco e rispettabile, ma anche gli oppressi e i perseguitati di ogni Nazione e religione.
A costoro dovremo garantire la partecipazione ai nostri diritti e privilegi
».
(George Washington, primo Presidente degli Stati Uniti d'America, 1783)



Cari amici, è andata anche quest'anno!
I termini per presentare la domanda di partecipazione alla nuova Lotteria Green Card, la DV-2020, sono scaduti.
A chi se l'è fatta scappare non resta, a questo punto, che aspettare il prossimo autunno.

Una Lottery più che mai certa, visto che negli scorsi mesi sono falliti per ben cinque volte i tentativi di chiuderla o riformarla. 


E, come potete leggere in un post precedente, sono stati gli stessi repubblicani presenti nel Parlamento americano a negare il loro appoggio alle ipotesi di abrogazione o modifica della Green Card Lottery.



 


GREEN CARD: COS'E'


Tutti la chiamano così, anche se il nome corretto è "Permanent Resident Card". La Green Card è il documento inseguito da milioni di persone di tutto il mondo che sognano di lavorare, abitare - vivere legalmente, insomma - negli Stati Uniti d'America.

La Green Card - che in realtà si chiama, come possiamo vedere nella fotografia qui sopra "Permanent Resident Card" permette infatti a chi non è cittadino americano di cercare lavoro, ma soprattutto di lavorare negli Usa anche senza avere avuto uno sponsor;
o di stipulare un contratto d'affitto regolare di un appartamento; 
e soprattutto restare negli Stati Uniti senza limiti di tempo. 


GREEN CARD e CITTADINANZA USA



Chi possiede la Green Carddopo cinque anni di regolare residenza negli Stati Uniti PUO'se lo vuole, assumere la cittadinanza americana. 
Mantenendo, volendo, anche quella italiana.

Gli anni di attesa per poter diventare "americani" diventano invece tre se ci si è sposati con un cittadino (o con un cittadina) Usa.

Come accennavo, si tratta di un "permesso di residenza": dunque i possessori di Green Card non possono star fuori dagli Usa per più di 180-190 giorni.
Questi potrebbero, infatti, avere problemi a rientrare negli Stati Uniti: come minimo, al controllo documenti, verrà chiesto loro "che intenzioni hanno": se, cioè, intendono davvero risiedere negli Usa o no.

Per il possessore di Green Card esiste comunque la possibilità di assentarsi dagli Stati Uniti per più tempo, ma è necessario che faccia apposita domanda.
Quel che è certo è che se si resta fuori dagli Usa per più di sei mesi, il conteggio per la cittadinanza ricomincia da capo.
Cittadinanza che, come ho scritto, dopo cinque anni si può chiedere. Ma non è obbligatorio
Conosco, anzi, un connazionale residente negli Usa con Green Card da più di una trentina di anni e che è rimasto sempre e solo cittadino italiano.

Italia dove si reca in vacanza per un mesetto ogni estate.



GREEN CARD: COME SI OTTIENE 


La Green Card si può ottenere:
- su richiesta di un proprio familiare che è cittadino americano;
- grazie alla domanda di un datore di lavoro (di uno sponsor) americano;
o, appunto, dal 1995, grazie alla vincita alla Lotteria.

Ed è, questo, da sempre, uno degli argomenti più seguiti di Aria Fritta.

Il periodo per concorrere a conquistare una delle 50mila Green Card che il Governo americano mette in palio ogni anno, come ho accennato è scaduto e dunque ora si tratta di aspettare il prossimo autunno. 
 

50mila Green Card sembrano tante: ma diventano poche, pochissime, di fronte ai milioni di persone (più di 12 milioni e mezzo nel 2016) che ne desiderano una partecipando al Diversity Visa Program.

Ovviamente questo non è l'unico modo che il Governo Usa 

utilizza per accogliere e regolarizzare stranieri.

Basta pensare che ogni anno gli Stati Uniti d'America rilasciano 370mila visti a parenti prossimi di cittadini americani, a lavoratori stranieri qualificati, investitori, professionisti, ricercatori, lavoratori con straordinaria esperienza.

A questi si devono aggiungere gli 80mila visti annuali che gli Usa rilasciano a profughi di tutto il mondo e che - grazie alla collaborazione delle istituzioni Onu (Unhcr e Iom) - dopo i drammi patiti, ricominciano la loro vita negli Stati Uniti.  

Insomma, grazie ai visti che vengono regolarmente rilasciati, ogni anno negli Usa vengono a vivere almeno 450mila nuovi stranieri
Che presto diventeranno americani.

Ai quali, poi, si devono aggiungere, appunto, i vincitori delle 50mila Green Card (che in realtà alla fine sono ben di più, se si tiene poi conto di coniugi e figli della persona sorteggiata, ai quali viene automaticamente assegnata).

Ma ora occupiamoci della Green Card e della sua "lotteria" spiegando nei dettagli di cosa si tratta e come si fa per partecipare.



LA LOTTERIA GREEN CARD


Anche se nel 1783 la Green Card non esisteva, una delle ragioni per cui gli Stati Uniti hanno istituito la "Green Card lottery" è racchiusa proprio nelle parole del primo Presidente degli Stati Uniti d'America che hanno aperto queste righe. 


Semplificando, la "Green Card Lottery", in fondo è il tentativo del Governo Americano di dare una possibilità a tutti di partecipare al "sogno americano" mantenendo nello stesso tempo una sorta di teorico "equilibrio etnico"Senza però sfociare in alcun concetto razzista, ovviamente.

Ogni anno, infatti, dalla partecipazione vengono esclusi gli aspiranti emigranti NATI nei Paesi che nei cinque anni precedenti hanno superato, in totale, il numero di 50mila ingressi legali negli Usa. 
Un fatto che NON RIGUARDA gli italiani, che non raggiungono mai quella quota.

All'ultima Lotteria, per esempio, NON hanno potuto  partecipare le persone NATE in BANGLADESH, BRASILE, CANADA, CINA (continentale), COLOMBIA, REPUBBLICA DOMINICANA, EL SALVADOR, HAITI, INDIA, GIAMAICA, MESSICO, NIGERIA, PAKISTAN, PERU’, FILIPPINE, COREA DEL SUD, REGNO UNITO E TERRITORI DIPENDENTI (eccetto Irlanda del Nord) e VIETNAM.

E' bene subito specificare che PARTECIPARE ALLA LOTTERIA GREEN CARD E' ASSOLUTAMENTE GRATUITO.

Su internet sarete forse incappati in pubblicità di studi professionali americani (con stemmi simili a quelli del Governo Usa) che offrono servizi a pagamento per la lotteria Green Card. 
Ma si tratta di iniziative private e sostanzialmente inutili, visto la semplicità di compilazione del modulo, come vedremo fra qualche riga.

Lo stesso Governo americano mette in guardia dalla massiccia presenza in rete di questi siti, alcuni dei quali rasentano in effetti la truffa esordendo con frasi del tipo "Sei stato sorteggiato!" 
oppure "Sei stato scelto come potenziale vincitore!".
Se è successo anche a voi è perché, probabilmente, nei mesi passati avete fatto ricerche in rete sull'argomento


Basta infatti documentarsi una volta sulla Green Card utilizzando un motore di ricerca, ed ecco che da quel momento si viene "bersagliati" da pubblicità di siti privati di consulenza sull'argomento.  
Al limite del legale.

E' sempre bene ricordare, comunque, che l'unico sito autorizzato a ricevere la domanda è infatti quello del Governo americano, che ora serve solo per verificare l'eventuale sorteggio di chi ha inviato il modulo in autunno.

QUESTO: CLICCATE QUI!

Sito che ora, ripeto, serve solo - a chi ha inviato il modulo di partecipazione in autunno - per verificare l'eventuale estrazione.

Partecipare alla "Green Card Lottery", ripeto, è ASSOLUTAMENTE GRATUITO, e il sito ufficiale si distingue dai quelli "commerciali" (che sono ".com" oppure ".net") perché, come tutti siti ufficiali governativi, ha il dominio ".gov".
Le agenzie o i siti a pagamento non fanno altro, infatti, che re-indirizzare (a pagamento, con loro che si intascano i soldi...) la vostra domanda al sito ufficiale (gratuito) del Governo Usa.



LOTTERIA GREEN CARD: 
LA COMPILAZIONE DEL MODULO


Come sa chi ha già partecipato, compilare on line l'Elettronic Diversity Visa Entry Form, anche se è in inglese, è davvero molto semplice. 

Vengono chiesti, infatti:
- il nome completo
- la data di nascita
- il sesso
- la città di nascita
- il Paese di nascita
- la città e l'indirizzo in cui si abita 
- un recapito telefonico
- un indirizzo di posta elettronica
- il titolo di studio
- lo stato civile
- informazioni sugli eventuali figli e sull'eventuale coniuge (ai quali, in caso di estrazione, la Green Card viene estesa, e ai figli purché siano minori di 21 anni e non coniugati)
- una fotografia digitale recente, non più vecchia di sei mesi, si legge nelle istruzioni.


LOTTERIA GREEN CARD:
I REQUISITI 



Come vedremo, il "Diversity Visa Program", la Lotteria Green Card, non prevede il possesso di requisiti particolarmente severi. 
Si deve essere nati in uno dei Paesi che rientra nella lista di quelli ammessi (e l'Italia c'è sempre stata), ed essere in possesso di un diploma di scuola media superiore.

O meglio, per la precisione:
bisogna avere completato un corso di studi di almeno 12 anni  

- oppure aver svolto un impiego negli ultimi 5 anni nel quale per svolgerlo vengono richiesti almeno 2 anni di "pratica" (tipo tirocinio o praticantato).


Attenzione: chi dovesse essere senza titolo di studio superiore può consultare il sito del Dipartimento del Lavoro Usa, dove (QUI) è pubblicato l'elenco delle professioni che rientrano in quelle vengono definite "esperienze lavorative qualificanti" previste per partecipare alla Lotteria e, in sostanza, alternative al titolo di studio di scuola media superiore.


LOTTERIA GREEN CARD: 
LE ISTRUZIONI


Come ho accennato, la compilazione del modulo è molto semplice.
Semmai la cosa più "difficile" è fare la fotografia, che deve rispondere a requisiti tecnici ed estetici precisi.

La fotografia, infatti, deve:
- essere DIGITALE (cioè deve essere un file); 
- essere recente (non più di sei mesi);
- avere un formato, un "peso", specifico. 
E cioè da 600 per 600 pixel, fino ad un massimo di 1200 per 1200 pixel (per un massimo di 240 kilobytes).

La realizzazione della fotografia viene considerata l'ostacolo più complicato: ma oggi esistono app gratuite per smartphone iOS-Apple ("Image Size""ID Photo Print: US passport"; oppure "My Passport Photo US passport") o per Android ("DV Lottery photo tool") che permettono di realizzare foto con le caratteristiche richieste utilizzando il proprio telefonino.

Se comunque non vi fidate delle vostre capacità basta che vi rivolgiate ad uno studio fotografico particolarmente al passo con i tempi. 

Attenzione però alle condizioni "estetiche" della vostra fotografia.
Che deve avere: 
- sfondo bianco o neutro;
- il viso senza ombre;
- nessuna ombra sullo sfondo;
- e niente occhiali. 

Tranquilli, comunque: dopo, CLICCANDO QUI, potrete leggere tutte le istruzioni dettagliate con utilissime immagini-esempio per inviare la foto corretta, e non vedersi magari respinta la domanda ancor prima del sorteggio.

Utilissimo - anzi fondamentale - è QUEST'ALTRO sito del Governo Usa, dove si può adattare la foto, ma soprattutto effettuare "la prova validità".
E se la foto risulta valida, è fatta (almeno per quanto riguarda la partecipazione!). 

Attenzione, perché non è possibile "salvare" il modulo parzialmente compilato per completarlo eventualmente in un secondo momento: una volta entrati nel sito avrete un'ora di tempo per riempire tutti i campi richiesti. 

Nel caso in cui sia trascorso un tempo maggiore, il sistema cancellerà automaticamente le informazioni fino a quel momento compilate, e questo per evitare che una domanda incompleta sia interpretata come duplicato di una che sarà regolarmente inviata successivamente.

E' bene ricordare che soltanto dopo aver ricevuto il codice di conferma la domanda si può ritenere correttamente inviata e ricevuta. 

Dunque, se non si è ricevuto alcun codice di conferma, significa che la domanda non è stata correttamente ricevuta e registrata.

In questo caso è necessario procedere ad un altro invio, ma sempre fino a quando non si riceve il codice di conferma. 
L'importante è non inviare un'altra domanda di partecipazione alla Lottery se si è già ricevuto il codice di conferma.


LOTTERIA GREEN CARD: 
L'ITALIA E GLI ALTRI PAESI DEL MONDO 


Lo so, ora vi prenderà lo sconforto a sapere che nel 2016 (ultimi dati resi noti) in tutto il mondo i partecipanti alla Green Card Lottery sono stati esattamente 14.692.258 (23.088.613 con coniuge e figli minori, che però esulano dal conteggio dei sorteggiati).

La maggior parte delle domande giungono da Paesi in via di sviluppo o da quelli più poveri del mondo.

Nel 2016, per esempio, la prima posizione è stata raggiunta dal Ghana, dove 1.973.057 cittadini dello Stato africano hanno inviato il modulo.


Esclusi, l'anno scorso, i cittadini della Nigeria, che detenevano la prima posizione di partecipanti l'anno precedente, poiché nel 2014 avevano superato le quote di sorteggiati.

Al secondo posto, nel 2016, l'Uzbekistan (1.232.938);
seguita dalla Sierra Leone (967.062); 
dall'Etiopia (787.814);
e dal Nepal (728.718).


Ma, pensate, alla lotteria Green Card partecipano ogni anno anche cittadini residenti della Città del Vaticano (nel 2016 sono stati 46) e di San Marino, l'anno scorso 39.

E dall'Italia?
Le domande di partecipazione alla Lotteria Green Card da parte di cittadini italiani sono decisamente inferiori, anche se comunque, crescono di anno in anno. 

Precisamente:

13.831 nel 2010
17.767 nel 2011
19.009 nel 2012 
22.394 nel 2013
28.813 nel 2014
30.386 nel 2015

37.691 nel 2016

E i vincitori italiani? 


Sono pochi, visto che sono pochi - rispetto agli altri Paesi - gli italiani che partecipano alla DVLottery.

I vincitori italiani della Lotteria Green Card degli scorsi anni (senza contare coniuge ed eventuali figli - minori di 21 anni - della persona sorteggiata) sono stati

450 nel 2011
529 nel 2012
396 nel 2013
787 nel 2014
779 nel 2015
546 nel 2016

333 nel 2017
546 nel 2018.


LOTTERIA GREEN CARD: 
C'E' "SOTTO" QUALCOSA?


E' l'interrogativo che si pone l'italiano che per la prima volta viene a conoscenza della Lottery.


E la risposta è semplice, immediata: no, "sotto" non c'è assolutamente nulla.
Si tratta, infatti, di un sorteggio affidato ad un computer che sceglie in automatico (e in modo casuale) i nomi dei fortunati che hanno inviato la domanda durante tutto il periodo (dunque non vale la regola del "fare prima") e che poi dovranno presentare i documenti necessari. 

Abituati ad essere diffidenti e a sospettare complotti o irregolarità in tutto, noi italiani non ci capacitiamo. 
Ognuno di noi, quando l'ha saputo per la prima volta, è rimasto interdetto: "Una lotteria per ottenere il passaporto virtuale (che poi può diventare reale!) per gli Stati Uniti?? Ma figuriamoci, dai...".

Prevenuti come siamo, a noi italiani pare impossibile che una cosa del genere si possa svolgere in modo"regolare", senza "traffici" o fregature.
Eppure è così.

Tra l'altro non è nemmeno necessario inviare il modulo prima possibile: Antonietta, ora residente in California con il suo compagno (estratta un anno dopo l'estrazione del suo fidanzato, uno dei più clamorosi casi di fortuna da me conosciuti)  aveva inviato la domanda l'ultimo minuto dell'ultimo giorno, con il sito che sembrava bloccato e che non le ha dato, per tutta la notte, il codice di conferma.


Ho poi conosciuto Nicola e Rosa, arrivati a New York proprio nell'estate 2017;
Luca, anche lui vincitore di Green Card (ma ormai parecchi anni fa) che ha aperto due pizzerie a New York e che nel frattempo è anche diventato cittadino americano;
Federica, che ha vissuto fra Miami, Messico e Cuba;

Alberto, che ha aperto una pizzeria al taglio a Manhattan; 

Angela, che - fra mille comprensibili trepidazioni e paure - ha preso il suo "definitivo" aereo per gli Usa il dicembre del 2015, e che ora è responsabile di un settore di un asilo di Philadelphia
.

E poi c'è Laura, che nel 2016 mi scrisse: "Mamma mia che emozione, Dario... 
Ora siamo qui, in California, a Los Angeles!".

Aggiungendo "Non dimentico che tutto è partito dal post pubblicato sul tuo blog Aria Fritta".

Se poi avete dato una occhiata ai commenti all'articolo sulla Lottery pubblicato qui su Aria Fritta negli scorsi anni (e che ho cancellato perché erano centinaia...), ne avrete visti molti di messaggi inviati da fortunati lettori sorteggiati.

Compreso quello di una famiglia che si è fermata proprio prima della convocazione di Napoli, dove si svolge il colloquio finale: "Siamo stati incerti fino all'ultimo. Ci sono state molte cose che ci hanno fatto riflettere: una è la doppia tassazione anche per i redditi prodotti in Italia. La Green Card è vantaggiosa nel caso in cui uno decida di andarsene: ma se non si ha, come noi al momento, la possibilità di trasferirsi negli Usa in pianta stabile, avere un reddito in Italia diventa un costo". 
E così ci sono anche fortunati sorteggiati che hanno rinunciato, non presentandosi poi alle visite e al colloquio.
(Anche se, da quel che poi mi hanno scritto in privato, dopo un anno se ne sono assai pentiti...).

E' per questo motivo che vengono sorteggiate più delle 50mila Green Card in palio: perché in tutto il mondo ci sono migliaia di persone che poi rinunciano, o che poi non presentano la documentazione richiesta, o che la presentano ma alla fine risulta non regolare.

Insomma, quella degli italiani che vincono la Green Card grazie ad una lotteria non è affatto una leggenda metropolitana...

E' bene però specificare che pur essendo il "Diversity Visa Program" una vera e propria "lotteria", non si tratta di un gioco.
Dunque è bene parteciparvi se davvero si ha intenzione di dare una nuova possibilità alla propria vita. 
E se si partecipa, ci si deve preparare psicologicamente all'eventualità di venire davvero sorteggiati.
All'eventualità, insomma, di poter dare davvero una svolta alla propria vita.


LOTTERIA GREEN CARD: 
DOPO L'INVIO DEL MODULO

 
Una volta compilato il modulo, una volta allegata la foto, una volta dato l'invio, si riceve in automatico un codice: il "confirmation number".

"Confirmation number" che deve essere conservato con cura, come una reliquia: stampandolo, ovviamente, ma anche memorizzandolo nel proprio computer, mettendolo al sicuro in "cloud", dandolo a vostra nonna...  
L'importante è che non lo perdiate!
Meglio, dunque, farne e conservarne più copie!


Perché è solo grazie al "confirmation number" (formato da cifre e lettere) che nel maggio successivo si può controllare se si è stati estratti.


LOTTERIA GREEN CARD: 
COSA SUCCEDE SE SI E' STATI ESTRATTI 


Succede che vi prenderà un colpo, che vi stropiccerete gli occhi, che passerete da stati d'animo euforici ad essere pervasi da paura e paralisi.
Succede che probabilmente vi direte "E ora che diavolo faccio? Ma chi me lo ha fatto fare? Ma che mi è venuto in mente?".

Oppure urlerete di gioia e avrete voglia di gridare ai quattro venti di essere stati baciati dalla fortuna, di dirlo a parenti ed amici.
Ma è bene essere prudenti, perché se sarete sorteggiati avrete superato solo il primo (enorme) gradino.

Senza però avere ancora davvero in mano la Green Card.

Negli anni, ho infatti conosciuto persone che sì sono state estratte, senza però ricevere dopo la mail di convocazione a Napoli: vengono infatti estratte più Green Card di quelle effettivamente in palio.
Davvero una brutta botta...

Ma cerchiamo di non essere subito pessimisti.

Dal punto di vista pratico, una volta che si collega al sito dove ha inviato la domanda di partecipazione alla Lotteria, e dopo aver letto di essere stata sorteggiata, la persona fortunata vedrà un link che la porterà dritto alla pagina del "Kentucky Consular Center" - la struttura del Dipartimento di Stato americano (in pratica il nostro Ministero degli Esteri) che ha in esame la pratica - a lei riservata.

Il link contiene i moduli che il vincitore - e i suoi beneficiari (moglie, ed eventuali figli minori di 21 anni) - dovrà compilare con le informazioni personali e della famiglia d'origine. 


Poi ci sarà anche l'elenco dei documenti che dovrà essere spedito on line, l'elenco dei certificati delle vaccinazioni e dei documenti, che dovranno essere presentati il giorno del colloquio e delle visite mediche a Napoli.

Se tutto va bene, appunto.


Perché al sorteggiato può anche succedere di rientrare in quella dannata quota di "riservisti" che, come già accennato, poi non verrà chiamata al colloquio.

Dunque, dopo aver ricevuto l'e-mail del sorteggio e dopo aver raccolto i documenti, bisogna esultare, sì, ma anche attendere con pazienza di ricevere la data dell'appuntamento.
Sono settimane (a volte mesi) in cui i sorteggiati controllano praticamente ogni ora la casella di posta elettronica.
Fino a quando (più o meno sei settimane prima) arriverà la tanto sospirata mail: quella in cui viene detto di controllare il proprio "status" in quanto "sono presenti aggiornamenti".

Si tratta della comunicazione della data dell'appuntamento a Napoli.


"In quel giorno ho vissuto la stessa sensazione che sono convinta avrei provato se avessi vinto al Superenalotto", ricorda Donatella, che da qualche anno vive in Florida, raccontandomi quello straordinario momento. 


LOTTERIA GREEN CARD: 
I DOCUMENTI DA PRESENTARE  


I colloqui e le visite mediche per gli italiani sorteggiati si svolgono nei locali del Consolato degli Stati Uniti di Napoli. 
Dove si deve arrivare all'appuntamento con una bella mole di documenti, lista che qui pubblico per pura informazione.

Perché ovviamente fa fede SOLTANTO l'elenco dei documenti che la persona estratta riceverà collegandosi al link che ha ricevuto:

- Fotocopia di tutte le pagine del passaporto (anche se agli estratti che hanno affrontato il colloquio nel 2017 è stata chiesta la fotocopia soltanto della pagina con i dati dell'intestatario)
- Due fotografie a colori "formato passaporto".
- Certificato di nascita. 
(O meglio ESTRATTO DELL'ATTO DI NASCITA in quanto, questo, include anche i nomi dei genitori)
- Tit
olo di studio.
- Certificato penale del Casellario Giudiziale. 
- Certificato penale (solo per il/la coniuge e per figli di età superiore a 16 anni). Chi, nella vita, ha vissuto all'estero per più di sei mesi dovrà presentare gli stessi certificati del Paese (o dei Paesi) straniero/i in cui si è vissuti.
- Certificato di matrimonio (o separazione, o divorzio).
- Congedo militare.

Viene poi richiesta anche una documentazione finanziaria (conto in banca o proprietà immobiliari), che sia garanzia del fatto che non si rischi, una volta giunti negli Usa, di vivere sulle spalle dei contribuenti americani. 
Ma posso rassicurare che questo non è un elemento ostativo, visto che - ovvio - alla Lotteria partecipano milioni di persone che magari un conto in banca nemmeno quasi ce l'hanno.

E, infatti, proprio un'amica vincitrice mi ha confermato che quando fu sorteggiata era una studentessa senza conto corrente bancario.


Un altro sorteggiato, poi, mi ha confermato che lui, invece, un misero conto in banca effettivamente ce l'aveva (roba da tre cifre), e che al colloquio a Napoli aveva portato con sé la striminzita documentazione bancaria. 
Che, però, non gli venne nemmeno chiesta.

Se si ha un conto in banca, dunque, viene chiesto di procurarsi, portandola al colloquio, la:
- Dichiarazione del direttore della banca con il saldo del conto corrente:
data di apertura del conto;
numero del conto;
ammontare dei depositi e elenco dei prelievi durante l'ultimo anno;
saldo medio durante il periodo.
- Prova della proprietà di eventuali pacchetti di azioni o titoli di Stato, con il valore di mercato e i guadagni attesi.
- Certificati di proprietà di immobili o terreni e lettera di una banca che ne dichiari il valore attuale.
- Eventuale dichiarazione della società di assicurazione con i versamenti effettuati per pensioni integrative.




LOTTERIA GREEN CARD: 
LE VISITE MEDICHE E IL COLLOQUIO 
A NAPOLI


A questo punto - si può dire tranquillamente - il più è fatto.
Come ho accennato, gli italiani residenti in Italia svolgeranno i colloqui e le visite mediche a Napoli, nel corso di due giorni.

La legge americana, infatti, prevede che ogni sorteggiato debba sottoporsi ad esami medici svolti da sanitari con certificato del Dipartimento della Salute Pubblica degli Stati Uniti.
E in Italia gli esami si svolgono, appunto, a Napoli, all'Istituto Diagnostico Varelli di via Cornelia dei Gracchi 51/60, il solo autorizzato dl Consolato americano.

I minori di 15 anni saranno sottoposti soltanto ad un esame fisico generale;
per gli adulti, invece, sono previsti un colloquio con il medico, una radiografia al torace, un esame del sangue ed, eventualmente, altri esami specifici.
Ai quali non è necessario presentarsi digiuni.

Tra la documentazione richiesta, c'è anche quella relativa a vaccinazioniche possono essere effettuate presso la propria ASL o, a pagamento, comunque al Varelli, l'ambulatorio convenzionato con il Consolato americano di Napoli.

Le persone affette da malattie gravi non devono dimenticarsi di portare con sé documentazione medica e cartelle cliniche, cosicché il tutto sia valutato dai sanitari del Varelli.  

Le donne in gravidanza, invece, devono comunicare il loro stato in 
anticipo.

RIPETO, COMUNQUE, CHE I SORTEGGIATI DOVRANNO ATTENERSI "ALLA LETTERA" ALLA LISTA DI DOCUMENTI CHE VERRANNO RICHIESTI NELLA COMUNICAZIONE  UFFICIALE CHE RICEVERANNO.
SOLTANTO QUELLA LISTA FA FEDE, PERCHE' PUO' ESSERE DIFFERENTE DA QUELLA QUI SOPRA RIPORTATA.


LOTTERIA GREEN CARD: 
LE SPESE DA AFFRONTARE 


E' bene specificare che se partecipare alla Lotteria non costa niente, arrivati a questo punto, invece, il vincitore alcune spese le dovrà comunque affrontare.
Ma non è il caso di storcere il naso: non ci si deve dimenticare che si è stati baciati dalla fortuna e che si tratta di considerarle un "investimento".

Si dovrà pagare, infatti, 220 €uro a testa per la visita medica e gli esami clinici, costi che invece scendono a 70 €uro per i minori di 15 anni. 

A questi bisogna aggiungere 330$ a persona per il costo del primo Visto di ingresso negli Usa come immigrante.

Poi ci sono le spese di soggiorno a Napoli.


Tradizionalmente, tutti i sorteggiati si affidano a quattro Bed&Breakfast vicini al Consolato e al Centro clinico Barelli del capoluogo campano, dove arriveranno, ovviamente, il giorno prima della visita (per questo, in effetti, le giornate che si passeranno a Napoli sono tre):



- "B&B Casa Mira" (tre camere, a 200 mt dal Consolato); 
"Casa Tonia" (quattro camere, a 500 metri);
"La dimora di Nettuno" (quattro camere, a 200 metri);
- "Napul'è" (tre camere, a 50 metri) 
le cui tariffe sono intorno ai 50-130 euro a notte per una camera matrimoniale. 

Tutte strutture che offrono anche un servizio di accompagnamento al Consolato e al Varelli.

A conclusione dei due giorni di visite mediche, arriva la chiacchierata finale con il console Usa (colloquio che si può svolgere anche in italiano).


Colloquio con il console che è assai informale e cordiale: una chiacchierata tranquilla durante la quale al sorteggiato e ai suoi familiari viene chiesto se hanno già un progetto "americano" e se sanno già in quale città americana andranno ad abitare...
Domande serene che si concludono con i complimenti e una stretta di mano.

E con il ricevimento, dopo qualche giorno, di un bustone giallo sigillato inviato via corriere Dhl, da lasciare, entro sei mesi dalla data della visita medica di Napoli, in aeroporto all'immigrazione americana. 

Quando si potrà entrare negli Stati Uniti con il cuore che batte; anche se non ancora dal varco "Us Citizen".

Per entrare da quell'ingresso bisogna infatti attendere di avere fisicamente in mano la tessera Green Card: che arriverà - tempo un paio di settimane - all'indirizzo americano che è stato indicato.
Intanto, mi raccomando e ripeto, conservate con cura il codice di conferma che avete ricevuto al momento dell'invio del modulo on line, e fatene più di una copia conservandolo gelosamente in posti sicuri.

Perché solo con quel codice potete controllare se la fortuna vi ha baciato.


Ora si tratta di aspettare solo il prossimo autunno, quando riapriranno i termini della prossima Green Card Lottery.
L'avvenuto sorteggio può, invece, essere verificato fino al 20 settembre 2020, ultima data utile per il controllo..

Questo è tutto.

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