Una cosa semplice, appunto.
Pensavo...
Avete mai provato, in un supermercato americano, a cercare un pacchetto di patatine chips "normali"?
Praticamente introvabili, sembra trattarsi di una vera rarità da "intenditori".
Molto più facili da trovare, invece, quelle cotte senza olio, o moderatamente salate, o quelle al peperoncino, o all'aglio, o al bacon, o alla cipolla, o al formaggio, o all'aroma di carne barbecue, o agli inquietanti mix "sale-aceto", "cipolla-aglio" (raccomandato per un'alito fresco...) e "panna acida-cipolla".
E tutte in confezioni, ovviamente, che a volte arrivano ad essere grandi come un bambino di due anni.
La logica che guida il commercio (e non solo quello degli alimenti) in America è una sola: soddisfare ogni tipo di gusto...
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| (Reparto di cibo "Kosher" in un supermercato di Boca Raton, Palm Bieach, Florida) |
... rispettado tradizioni alimentari (anche religiose) ma scovando anche nicchie di consumatori insoddisfatti e anticipare ogni tipo di tendenza.
E non solo per il commercio di alimenti.
L'antefatto è questo: un'amica di Facebook che l'anno scorso è stata baciata dalla fortuna vincendo la Green Card alla lotteria annuale, sta preparandosi - con marito, figli, grande entusiasmo e una discreta dose di coraggio, devo dire - al grande passo: il trasferimento negli Stati Uniti.
Precisamente a Naples, in Florida, splendida cittadina nel golfo del Messico (che poi, forse è inutile dirlo, vuol dire Napoli).

Il dibattito è stato scatenato da una sua semplice domanda: "Cosa mi consigliate di portarmi dall'Italia? E che mobili?"
Un problema non secondario, visto che riempire un container di mobili che dovrà attraversare l'Atlantico è una spesa non certo di poco conto, e che magari (anche senza "magari"...) i mobili negli Usa sono decisamente meno costosi, anche se, forse, non hanno la qualità italiana.
Un problema complicato e di difficile soluzione se si confrontano due tesi contrapposte: quella italica del "mobilio (camera da letto, cucina, salotto) per "tutta la vita", o quella del "meglio comprare mobili più economici così da poterli cambiare magari ogni cinque anni" (quando, cioè, una donna mediamente si stufa: noi maschietti siamo più tontoloni e non ci badiamo molto...).
Ok portarsi in America piatti, posate, pentole, soprammobili: ma che fare di armadi e - e qui ci siamo - del letto?
Dovete sapere che, in generale, le case americane vengono vendute con l'intera cucina (su misura) già installata. Dunque il massimo problema di fronte al quale ci si può trovare, è il cambiare gli sportelli, se lo stile non è gradito.
Anche il capitolo "armadi" nelle case americane è, in generale, presto risolto, visto che le abitazioni sono piene di provvidenziali e capienti armadi a muro (che, signora mia, sono tanto comodi!).
Il capitolo camera da letto appare più complicato, perché se da una parte spesso questa "appare" forse più piccola, non si tiene conto che spessissimo, quasi sempre, le camere da letto "padronali" sono dotate oltre che di bagno "autonomo", anche di "cabina armadio": spesso così grande che ci si può passeggiare dentro (tanto che si chiamano "walk-in-closet", che letteralmente vuol dire, più o meno "camminando al chiuso") in grado di contenere anche gli abiti dell'altra stagione.
Dunque, che fare?, si chiedeva l'amica Donatella: faccio smontare gli armadi italiani, li metto in un container, imbarco questo in una nave, lo faccio arrivare negli Usa per poi farlo trasportare fino alla mia nuova casa?
E se poi gli armadi sono troppo alti per gli standard delle case americane, le è stato fatto notare?
"Ok, va bene: cercherò di sapere quanto sono alti i soffitti", ha detto l'amica. "Ma almeno il materasso no! Il letto me lo porto!".
E (anche) in questo campo le cose si fanno complicate...
Perché affrontare il capitolo "letto negli Usa" aiuta molto a
capire l'America (e l'Italia).
Come ben sappiamo, in Italia le cose sono assai semplici.
A meno che non si opti per un materasso "su misura", generalmente i formati di questi, in Italia, sono tre (ok, fanno eccezione i letti Ikea, di formato leggermente differente).
Come sappiamo, in Italia, il letto singolo misura 80cm per 190cm.
Il letto da "una piazza e mezza" è grande 120cm per 190cm.
Quello matrimoniale (generalmente) 160 per 190 centimetri; anche se vi sono aziende italiane che producono in serie materassi 165 per 195 o 170 per 200.
(Ma con un costo maggiore...).
Insomma: ci accontentiamo.
Ma così come per le patatine chips citate all'inizio, negli Stati Uniti le cose in questo campo si fanno complicate...
Per letti e materassi, negli Stati Uniti, sono troppo semplici tre misure.
E giustamente, a mio parere.
E poi, non dimentichiamolo, agli americani piace stare comodi.
La tabella che segue, spiega visivamente il complicato universo dell'american bed, del letto americano.
E soprattutto evidenzia misure assai diverse da quelle italiane (con grande rischio per le italiche lenzuola del corredo, mi sa...).
Riassumendo: negli Stati Uniti, il materasso singolo (quello più piccolo) misura "39 in" x"75 in": che corrisponde a 99 cm x 191 cm.
Che nelle camere da letto americane si presenta in coppia, con il nome "Twin bed", i famosi "letti gemelli", onnipresenti nei film americani degli anni '50 (quando la morale allora imperante negli Usa riteneva "sconveniente" far vedere che un uomo e una donna, seppur sposati, potessero dormire nello stesso letto...).
Il letto "Queen" (che si trova nella maggior parte delle camere d'albergo, soprattutto a New York) misura "60 in" x "80 in" (cioè 152 cm x 203), più grande della nostra "piazza e mezza" ma un po' più piccolo di quello matrimoniale, dunque.
| (Ciao, Gio!) |
Negli Usa esiste poi (ma è rara) la misura "Olimpic Queen", la più vicina a quella del nostro "matrimoniale: 66 in x 80 in, cioè 168 cm x 203.
Infine eccoci al mitico "King Size Bed".
Quasi una piazza d'Armi, roba da quattro cuscini, un letto (ehm...) "da capriole".
Perfetto per la coppia "oversize": 76 in x 80 in, che corrispondono quasi a due metri per due.
Precisamente 193 cm di larghezza per 203 centimetri di lunghezza.
Del quale esiste la variante "California King": leggermente più stretto (183 cm) ma più lungo (213 cm), adatto, perciò, ai super alti. Versioni "extra long" (più lunghe) disponibili per tutti i letti e tutti i materassi.
Insomma: per chi si trasferisce negli Usa, sarà impossibile utilizzare le lenzuola italiane.
A meno che non si porti dietro il letto...
Il discorso si conclude con un altro delicato capitolo: quello sugli armadi.
Negli Usa, come già accennato, le abitazioni sono piene di armadi "a muro" e quasi sempre, le camere da letto sono dotate - come si può vedere nella piantina qui sopra - della "walk-in-closet", la (mitica) cabina armadio.Che, senza andare nel lusso più sfrenato, possono essere semplici come queste, per esempio:
Va da sé che, generalmente, le camere da letto delle case (e degli appartamenti) americane siano più piccole di quelle italiane, visto che non debbono lasciare spazio per l'armadio.
Dunque (cara Donatella) è un bel problema.
Portarsi dall'Italia un container di mobili senza conoscere con esattezza le dimensioni della casa che si andrà ad abitare, può essere un rischio.
Assai più costoso del comprare (quasi) tutto una volta arrivati negli Usa.
La soluzione migliore, forse, è fare arrivare i mobili quando tutto è più certo.
Rassegnandosi al fatto che una vita nuova ci obbliga a lasciarci alle spalle un po' di vecchiume.
Ok, meglio dormirci su e decidere tutto con calma.
Buona notte, appunto...
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