PERSONE CHE HANNO LETTO O CURIOSATO

mercoledì 27 novembre 2013

John e Ann, e il loro segreto per far durare in eterno un amore

Quando John nacque, in Italia ci fu una crisi di Governo (tanto per cambiare, ma lui non ne poteva certo essere responsabile...): il Presidente del Consiglio Luigi Luttazzi - unico nella storia italiana ad essere di religione ebraica - rassegnò le dimissioni lasciando il posto a Giovanni Giolitti, che varava così il suo quarto Governo.
Quello stesso anno venne varato (e finì a fondo) il Titanic, l'Italia annesse la Libia, e Guglielmo Marconi con il suo telegrafo senza fili inviò da Pisa un messaggio al New York Times che diceva "I miei migliori saluti trasmessi col telegrafo senza fili dall'Italia all'America!".
Era il 1911.

Ann, invece, era un po' più giovane: quando lei nacque, Albert Einstein pubblicava la "teoria della relatività"; negli Usa nacque "il chiodo" - il celeberrimo giubbotto di spessa pelle nera -; ad Avezzano ci fu un disastroso terremoto (trentamila morti...); mentre l'Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale.
Era il 1915, infatti.

Cosa fecero i due prima del 1932 non è chiaro. 
Sappiamo però che in quell'anno la "Grande Depressione" americana raggiunse il suo baratro più profondo, che il democratico Franklin Delano Roosevelt venne eletto Presidente e che John Kennedy frequentava il college.

E sappiamo che in quell'anno i protagonisti della nostra storia vivevano nel quartiere siriano di Bridgeport, in Connecticut, e che erano dirimpettai.
Perché di origine siriana erano.
John Betar aveva 21 anni, e dopo un bel po' di mesi di sguardi, e poi di sorrisi, e poi di parole rubate, e poi di moderate conversazioni, prese la sua amata Ann Shawah - che aveva 17 anni - scappò con lei allegramente. 
La classica "fuitina", insomma, (chissà se c'è un modo particolare per dirlo in americano... "elopement", mi suggeriscono attente lettrici...): che anche negli Usa di inizio '900 non poteva che concludersi con il matrimonio e con il classico "e vissero tutti felici e contenti".

Non ne ho le prove, ma sono convinto che il signor Shawah non è che "molto contento" lo fosse. Immagino anche che al matrimonio della figlia sorrise, sì, ma a denti stretti. 
Ma sì, diciamolo: magari si augurava pure che il colpo di testa della sua piccola Ann - per quel disgraziato di John - durasse poco; d'altronde, in quei giorni di frenetici preparativi, sua sorella glielo diceva praticamente ogni ora: "Tranquillo, non durerà molto...". Concetto espresso dalla zia della sposa perfin dopo la pronuncia del fatidico "sì" del tradizionale "finché morte non vi separi".


Come potete immaginare, in quei giorni, nel quartiere siriano di Bridgeport, in Connecticut, non si parlava d'altro.


Per carità, una foto non vuol dire molto, ma da quel che possiamo vedere, effettivamente quel giorno il ventunenne John appare leggermente preoccupato, mentre lei (ma si sa, le donne, anche se 17enni, la sanno lunga...) sorrideva sorniona.
Forse perché sapeva che avrebbe lasciato la piccola cittadina di Bridgeport per andare a vivere nientemeno che a New York. 
O forse perché semplicemente pensava "caro il mio John, alla faccia del pessimismo di mio padre, mi sa che dovrai sopportarmi per un po'...".

Lei d'altronde era innamoratissima di lui, ed era tempo che lo guardava - e non più con gli occhi di bimba - sperando che prima o poi la questione si risolvesse alla fine proprio com'è successo: nella chiesa cristiano-ortodossa di Bridgeport.
Lui, che abitava proprio di fronte a casa, ci mise del suo, passando davanti alle sue finestre di lei tre, cinque, dieci volte al giorno. 
E a lei il progetto del padre di darla in sposa ad un uomo di 20 anni più vecchio di lei, non le piaceva affatto...

"Eh, ma io lo so perché mi ha sposato - dice oggi, lui, un po' impertinente -: le faceva girare la testa non tanto la mia persona quanto la mia bellissima Ford Roadster nuova fiammante, che le facevo guidare quando la accompagnavo a scuola, facendo così  morire di invidia le sue compagne...".

Beh, come darle torto: cosa avreste pensato voi, se ogni santa mattina una vostra compagna prima di entrare in aula con voi avesse lasciato il volante di questa roba qui, magari dopo essere arrivata con la capotte giù e con i lunghi capelli al vento...

Lei entrava a scuola e lui poi se ne andava nel piccolo negozio di generi alimentari che gestiva, prima di fare l'agente immobiliare e passare il resto della vita a vendere bellissime villette in riva all'oceano...

Raccontando tutto questo se la ridono.
Ed hanno ben donde. 

Lui, oggi, ha 102 anni, mentre lei - la ragazzina della porta di fronte - di anni ne ha 98.

Oggi vivono in questa bella casetta a Fairfield, in Connecticut: e le finestre dell'altro lato danno sulla spiaggia di quella striscia di oceano Atlantico che si insinua fra Long Island (uno dei distretti di New York) e lo Stato del Connecticut.



Certo, per loro ogni anno che passa è un miracolo. Ma quanto sono belli, 'sti due, per la miseria!
Che bello vederli sorridenti, felici, mentre rispondono divertiti alle domande dei vicini di casa, dei curiosi e dei giornalisti che vogliono sì far loro i complimenti. Ma soprattutto vogliono conoscere "il" loro segreto.

Suvvia, in queste righe ce lo siamo chiesti tutti (o no?)come diavolo si fa a stare insieme, a vivere insieme, ad essere e restare sposati per... - per tutti i Cupido! ho dovuto usare la calcolatrice per calcolarli! - 81 fottutissimi, straordinari, anni

Parte da lontano, lui: "Effettivamente abbiamo visto il mondo cambiare insieme...", mentre posa per la foto di gruppo, quella con i loro discendenti: i loro cinque figli - ma ne hanno avuti sette e la più anziana di loro oggi ha 80 anni... - 14 nipoti e 16 pronipoti. 
"Abbiamo avuto la fortuna di vivere abbastanza a lungo per vedere tutto questo" hanno detto prima che il fotografo scattasse la foto. Sì, il loro dolore più grande è stato quello, dicono, di veder morire due figli negli ultimi quindici anni, ma poi si sono ripresi: "E' davvero una delle cose più gratificanti al mondo vedere i nostri figli che diventano vecchi come noi, e i nostri nipoti essere adulti, e i nostri pronipoti crescere e diventare ragazzi".  


Il vostro segreto, John e Ann: scusate, ma noi vogliamo conoscere il vostro segreto!

La figlia Reene (quella di 80 anni...) parlando con un cronista del network tv ABC espone la sua teoria: "Col tempo hanno assunto una meravigliosa capacità di accettare la vita come viene. E poi fanno parte di una generazione cresciuta nella convinzione che ognuno deve avere rispetto e cura dell'altro e dell'altra...".

Con tutto il rispetto per i tuoi 80 anni, cara Renee, la cosa non ci convince. 
O meglio, non ci basta.
Noi siamo qui per sapere il loro segreto!

Un po' riluttante anche il nostro John ci gira un po' intorno, ripetendo il concetto già espresso dalla figlia: "Bisogna essere rispettosi l'uno dell'altra, vivere mai al di sopra dei propri mezzi ed essere contenti di quel che si ha, e la vita si prenderà cura di voi...".

Eddai, mr. John!
"E non ci si deve mai stancare di parlare e di discutere. Il nostro matrimonio è mica stato soltanto un rapporto da 'piccioncini', sapete?".
(Dai che ci siamo!)

Il segreto, mr. John! Siamo qui per conoscere il vostro segreto che vi ha portato a festeggiare l'81° anniversario di matrimonio, per tutti i Cupidi! 

"E' uno - rivela sfinito della nostra insistenza -: raggiungere sempre un compromesso...".
Ma dopo che Ann, dall'alto dei suoi 92 anni, lo ha guardato, lui si corregge, e dice un po' "a denti stretti": "Ok, va bene: il segreto è dar sempre ragione a tua moglie. E' lei che, alla fine, deve essere il capo".

Anche se c'è argomento che lo ha portato a discutere con "il capo": "La cucina: lei fa sempre la pasta scotta! E questo è l'unico argomento di discussione che abbiamo sempre ogni giorno...".

Eh, lo so, è dura la vita...







Poi sorridono, si alzano dal divano, educatamente salutano tutti, e se ne vanno.
Tenendosi per mano.


© dario celli. Tutti i diritti sono riservati

7 commenti:

  1. Bellissima storia. Credo che John abbia ragione parlando di compromessi e della moglie che ha sempre ragione....Mio marito dice sempre "Io inndosso i pantaloni a casa nostra ..ma mia moglie mi dice quale indossare...!!! Credo che la fuitina in inglese si chiami 'To elope". Anche qui abbiamo una coppia anziana che e' sposata da piu' di 60 anni, Mr e Mrs Doughnut, che dolci!!!

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  2. Io dico sempre che in un matrimonio ci vogliono due cose : un po'd'amore e tanta pazienza da entrambe le parti .

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  3. Non conoscevo questa storia, deliziosa nella sua completezza.
    Mi ha fatta pensare a mio marito e l'ho condivisa con piacere. :)

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  4. Bella, e tanto tanto commovente. Grazie Dario

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  5. Ad esempio di tutte quelle coppie che pensano che la vita matrimoniale sia una strada rettilinea e pianeggiante e poi, alla prima curva o dosso, cominciano a ripensare alla promessa fatta (spero) nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali. L'amore di coppia non è solo passione, complicità ecc... ma anche scelta: scegliamo di percorrere questa strada insieme, sapendo che ci saranno curve e dossi e gallerie buie...in quei momenti ci stringeremo di più!
    Un saluto a te Dario.

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