PERSONE CHE HANNO LETTO O CURIOSATO

mercoledì 25 aprile 2012

Il punto di ripartenza

Quando non ero mai stato negli Stati Uniti un po' superficialmente immaginavo che quasi tutte le città americane fossero grandi come New York o Los Angeles. 
Rimasi dunque assai sorpreso quando scoprii che negli Usa, in media, la maggior parte delle città contano qualcosa come 50 mila abitanti. 
Meno di Ostia, quartiere di Roma o come Collegno, in provincia di Torino, o Misterbianco, in provincia di Catania, o Chioggia, o Scandicci, o Ascoli Piceno.

In America, le città con più di un milione di abitanti sono infatti solo nove.
New York, ovviamente: con i suoi 8 milioni e 175 mila abitanti.
E poi Los Angeles, con quasi 3 milioni e 800 mila; Chicago, con 2milioni e 695 mila; Huston, con poco più di 2 milioni; Philadelphia, con un milione e mezzo di abitanti e Phoenix, con un milione e 445mila abitanti.
Infine ci sono San Antonio, San Diego e Dallas, che contano fra 1 milione e 300 mila e 1 milione e 197mila residenti.
Solo viaggiando in auto - passando da decine, centinaia di minuscoli centri abitati, alcuni davvero formati da un pugno di case - mi sono davvero reso conto che l'America non era affatto un'unica "New York", con i suoi grattacieli, le sue 24 linee di metro, il suo traffico frenetico.

Una realtà, quella americana, totalmente differente da quella italiana.
Come ho già ricordato, se in Italia la densità abitativa è in media di 189 persone per chilometro quadrato, negli Stati Uniti (nello stesso spazio) vivono in media 23 persone.
In Arizona, otto.
In Wyoming in due.
Ed è proprio nel sud del Wyoming, sulla Interstate 80 al confine con il Colorado, fra due città dai nomi assai evocativi - Cheyenne e Laramie - che c'è la città con meno abitanti degli Stati Uniti d'America. 


E' lungo l'Interstate 80, che viaggia da est a ovest, tagliando colline e praterie ad una altitudine che si mantiene intorno ai 2000 metri.
Miglio dopo miglio, ad un certo punto un cartello annuncia l'uscita 335 (il 335° miglio dell'Interstate in Wyoming, e cioè 539° chilometro), laddove - si legge - c'è la "Nation's Smallest Town", "la città più piccola degli Stati Uniti d'America".
Siamo a Buford.
Il cartello che si trova all'inizio di ogni centro abitato americano - con il numero degli abitanti e l'altezza sul livello del mare - parla chiaro: abitanti, due. 
Altezza, 2400 metri slm.
Fondata nel 1866, Buford fu l'avamposto dove trovavano ricovero gli operai impegnati nella costruzione della "Transcontinental Railroad", la ferrovia che doveva unire la costa atlantica con quella pacifica.
Fa tenerezza quel cartello che indica "abitanti: due", se si pensa che nella sua storia, Buford, arrivò ad averne anche duemila, di cittadini. Che diminuirono man mano che i lavori della ferrovia si spingevano ancora più a west. 

I nomi dei due abitanti di Buford sono Don e Terry Sammons. Arrivarono qui nel 1982, partendo dalla decisamente più mondana Newport Beach, California. Rimasero lì "per prova" per alcuni anni, gestendo il "drugstore-ufficio postale-distributore di benzina" aperto 24 ore su 24. Dieci anni dopo, dopo la nascita di loro figlio,  riuscirono a comprarsi l'intera Buford, pagandola 155 mila dollari. 
Il coronamento del loro sogno.
Con 117 mila euro erano diventati padroni di un distributore di benzina, un drugstore, un ufficio postale con lo "zip code 82052" (il nostro Cap), un traliccio affittato alla Union Wireless cellular, 40 mila metri quadri di terreno circostante, una bella e grande casa per loro e altre due piccole costruzioni che affittavano a viaggiatori sfiniti dal viaggio.
Quando dallo Stato del Wyoming ricevettero il riconoscimento di "città", fecero anche regolari elezioni per la carica di sindaco. Il verbale fu molto stringato:"Votanti, tre; voti validi, tre; scheda bianca una. Don Sammons, voti due. Dichiariamo eletto sindaco di Buford il cittadino Don Sammons"
Per gli automobilisti che percorrono la "I 80", una sosta a Buford è quasi d'obbligo: nelle calda estate e nel gelido e nevoso inverno del Wyoming  è l'unico bar, ristoro, drugstore e soprattutto l'unico distributore di benzina con annessa officina nel raggio di quasi 400 miglia, 650 chilometri.  
                           
E infatti d'estate le persone che ogni giorno si fermano da Don e Terry arrivano ad essere anche un migliaio:"Il punto più elevato della 'I 80' fra New York e San Francisco", si legge su una punta d'orgoglio su un cartello posto sopra a quello con il nome del paese e con il numero dei suoi abitanti. 

Che un giorno Don fu costretto a correggere.
Resistette per un bel po' di anni, Don, dopo la morte dell'amata Terry: il figlio, infatti, risiedeva in città, per seguire gli studi.
E continuò a rimanere lì solitario anche dopo il matrimonio del suo ragazzo, visto che la novella sposa - quando il giovane marito aveva provato a ventilarle a mezza voce l'idea di andare ad abitare insieme a Buford  - aveva detto la sua con un sol sguardo. Avete presente quell'inconfondibile sguardo di donna che significa "NON-CI-PEN-SARE-NEM-MENO-A-PRO-POR-MELO..."
Ecco, proprio quello.

Don, dunque, fece di necessità virtù, pubblicizzando proprio il fatto che Buford era "famosa in tutto il mondo" (suvvia, Don, mi sa che hai esagerato...) per il fatto di avere "un solo abitante". ("Visto in televisione!").
Ma le nuvole della solitudine si addensarono presto anche sulla sua testa. Don, alla fine, cedette e affidò la vendita della sua Buford ad una casa d'aste dell'Oklahoma. 
Venti giorni fa, la gara: prezzo base, 100 mila dollari.
Sono arrivate offerte da 84 Paesi del mondo per quelle quattro case e per quel distributore di benzina in mezzo al meraviglioso nulla del Wyoming. 

Il 5 aprile, per comprarsi Buford - Wyoming, altezza sul livello del mare 2400 metri, abitanti 1 - ci impiegarono solo cinque minuti. 
Rilancio dopo rilancio, la città - con il suo titolo di sindaco - fu aggiudicata per 900 mila dollari (poco più di 681mila €uro) a "due uomini d'affari vietnamiti di Ho Chi Minh Ville", diceva laconicamente il comunicato diffuso dalla casa d'aste.

Sorrise, Don Sammons, quando seppe chi sarebbero stati i nuovi padroni di Buford. 
Perché lui conosceva benissimo Ho Chi Minh Ville, seconda città della Repubblica Popolare socialista del Vietnam. Solo che ai suoi tempi si chiamava ancora Saigon, ed era la capitale del Vietnam del Sud, appoggiato dagli Stati Uniti del Presidente Nixon, che dopo quasi un decennio uscì sconfitto dalla guerra contro l'esercito del Vietnam del Nord che era al fianco dei guerriglieri comunisti del Vietnam del Sud. 
Aveva 18 anni, allora, Don, e lui era stato mandato proprio a Saigon per prenderli a mitragliate, i vietcong comunisti.

Ma è passata una vita, e nel frattempo Don è pure diventato buddista, come buddisti sono anche i nuovi proprietari della sua Buford"Com'è strana la vita... Confesso che il ricordo del Vietnam e dei vietnamiti mi ha sempre lasciato l'amaro in bocca - ha detto Don Sammons a chi lo ha intervistato -. Ora, invece, dopo aver saputo chi farà rivivere la mia Buford, è come se in bocca mi si sciogliesse dello zucchero".

Poi alzò lo sguardo verso il calendario e sbarrò gli occhi quando si rese conto che la vendita era avvenuta esattamente nel giorno del suo 30° anno di residenza, lì.
Mandò un pensiero alla sua Terry, Don, e congedando il giornalista mormorò fra sé e sé:"Adesso sono davvero al punto di ripartenza".

Un po' come chiunque si trasferisce in America...












© dario celli. Tutti i diritti sono riservati






10 commenti:

  1. :) E' sempre un piacere leggere cose nuove e accrescere la propria conoscenza del mondo,grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie.
      E soprattutto grazie (ancora) perché mi leggi.
      Davvero...

      d.

      Elimina
  2. Sono commossa. Credimi! Grazie!

    RispondiElimina
  3. il mio sogno sarebbe fare un coast to coast di 2 mesi in girop per gli usa
    mangiare nelle loro tavole calde ai bordi delle loro autostrade
    dormire nei loro motel
    e girarli tutti

    piccola provocazione inerente al numero di abitanti delle città usa:
    ma da piccolo non vedevi i telefilm usa?
    tolto le grandi città appunto come NY LA Chigago SF ecc ecc
    in tutti i telefilm usa fanno vedere sempre cittadine molto piccole

    la contea di chickasaw (missisipi) con sparta (ispettore tibbs)
    hazard (che non esiste ma rappresenta i piccoli paesi usa)
    lo sceriffo lobo (contea di orly in georgia)
    la contea di bishop del capitano cain
    ecc ecc ecc

    RispondiElimina
  4. avessi i soldi fare un coast to coast di 2 mesi in usa
    mangiare nei loro "autogrill" ovvero le loro tavole calde ai bordi delle loro interstatali
    dormire nei loro motel
    e visitare tutti gli states

    piccolo appunto inerente le città usa
    tolto come hai detto tu LA NY SF Chigago ma davvero non sapevi che le città usa sono di piccole/medie dimensioni?

    ma da piccolo non vedevi i telefilm usa?

    lo sceriffo lobo nella contea di orly in georgia
    l'ispettore tibbs nella contea di chickasaw con sparta missisipi
    hazzard (che non esiste ma rappresenta le piccole città usa)
    capitano cain contea di bishop (california)
    contea di orange (ma è recente come telefilm)
    ecc ecc ecc

    cristian

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh eh eh...
      Direi che sei pronto per andare negli Usa!

      Più che altro avrai bisogno di tempo.
      Per quanto riguarda i soldi, gli States costano molto meno dell'Italia e dell'Europa...

      Elimina
    2. per i soldi lo so che in usa costerebbe meno che non girare in italia o in europa ma il viaggio che vorrei fare io prevederebbe comunque un bel po di soldini proprio per godermi tutti gli usa sia la parte "commerciale" che quella paesaggistica
      da disneyword alle cascate del niagara
      da NY al paesino sperduto del montana
      ecc ecc ecc

      dici che sono pronto per gli usa?
      mi sa che con le nozioni che ho preso tramite i telefilm manco riesco ad uscire dall'aeroporto "la guardia" di NY dopo quello che mi hai detto in altra risposta sulla metropolitana aerea di NY

      ciaoo cristian

      Elimina