PERSONE CHE HANNO LETTO O CURIOSATO

mercoledì 12 ottobre 2016

Come una candeline di cera che si alzava...


"Vide per primo questa terra un marinaio che si chiamava Rodrigo di Triana. Vide una volta o due come una candelina di cera che si alzava e sollevava...
Due ore dopo apparve la terra, ad una distanza di circa due leghe".

Cristoforo Colombo, "Giornale di bordo del primo viaggio e della scoperta delle Indie"

Isola di San Salvador, venerdì 12 ottobre 1492

martedì 11 ottobre 2016

New York: brutta fine per le motociclette "illegali" sequestrate!

New York.
I bulldozer del New York Police Department si affrontano come in un duello.

E sono "cavoli amari" per coloro che a New York guidano una moto senza assicurazione, o con il libretto non regolare, e che è stata sequestrata per guida pericolosa magari perché viaggiava sul marciapiede, o all'interno dei parchi o giardini pubblici...



venerdì 23 settembre 2016

Assolutamente (entrambi) geniali...



Dei geni.
La nuova pubblicità della Norwegian Air, compagnia low cost.
Chapeau!

 

Il giorno dopo, niente male nemmeno la "risposta" dell'Alitalia...



sabato 17 settembre 2016

L'America, dove anche gli illegali sono una risorsa.


13 miliardi di dollari
Tanto, secondo le statistiche governative americane, sono i soldi che gli illegali (quelli che da noi vengono chiamati con una punta di disprezzo "clandestini"versano ogni anno nelle casse della "sicurezza sociale" degli Stati Uniti, lavorando.
"Gli immigrati rendono l'America forte"
Snocciola dati e cifre, Stephen Goss, responsabile della SSA, la "Social Security Administration", in una recente intervista al sito "News Vice.com".
La prima riguarda la stima di quanti immigrati illegali vivono (e lavorano) negli States: intorno ai 7 milioni.
Di questi, più o meno 3 milioni e 100mila lavor
ano usando numeri di previdenza sociale falsi o scaduti.
Ma tutti i lavori, anche quello degli illegali, producono ricchezza: e non solo ai lori datori di lavoro o grazie a ciò che i lavoratori poi consumano.

Per esempio: solo le tasse sui loro salari, sui salari dei clandestini, fanno guadagnare all'America qualcosa come 10-13 miliardi di dollari l'anno.
Ossigeno per le casse del Social Security Trust Fund (per semplificare, l'Inps americana), il fondo fiduciario che provvede alle pensioni di vecchiaia, di reversibilità e di invalidità.
Pensate: secondo stime della SSA, negli ultimi dieci anni soltanto gli immigrati "illegali" che lavorano negli Stati Uniti hanno versato nelle casse americane qualcosa come $ 100.000.000.000.
Ricevendo, in cambio, servizi e vantaggi soltanto per 1 miliardo di dollari.

Avete letto bene: hanno versato cento miliardi di dollari, una media di dieci miliardi di dollari l'anno.
Anche se le persone che vivono negli Stati Uniti illegalmente (pagando però le tasse) è assai improbabile che saranno mai in grado di trarre vantaggio, più tardi nella loro vita, dal versamento dei loro contributi, ammettono alla "Social Security Administration".

Contributi degli illegali che, sempre secondo dati ufficiali attendibili, vivono distribuiti così, negli Stati Uniti.
Per esempio: secondo un'inchiesta di "News Vice.com", la maggior parte delle aziende lattiero-casearie degli Stati Uniti si reggono in gran parte sul lavoro di immigrati illegali.
Offrono, infatti, paghe troppo basse - che i lavoratori americani non accettano - ma nello stesso tempo non sono in grado di assumere legalmente lavoratori stranieri.
Così come le aziende agricole.
Anche se però - come ha osservato il proprietario di una di queste - i suoi dipendenti (quelli illegali) non ottengono poi il sussidio di disoccupazione, nonostante siano assunti e versino regolarmente le tasse.

Il Dipartimento per la sicurezza e l'immigrazione ha anche tracciato una cartina che evidenzia le nazionalità d'origine di lavoratori illegali maggiormente presenti negli Stati Uniti, messicani a parte.
Lavoratori che, con il tempo, cercano di regolarizzare la propria posizione.

Vi chiederete: ma come è mai possibile tutto questo?

I lavoratori immigrati illegali, di solito, presentano al datore di lavoro una documentazione falsa (documenti e numeri di previdenza sociale).
Un "segreto di Pulcinella", diciamo, un fatto di cui i datori di lavoro sono praticamente sempre al corrente. 
Ma per loro basta che il dipendente abbia voglia di lavorare e non sia un "pianta grane".

Una volta assunti, questi "lavoratori dalla documentazione discutibile" - come eufemisticamente li chiama il proprietario dell'azienda di cui sopra - finiscono a tutti gli effetti sul libro paga dell'azienda.

Con le tasse derivate dal loro lavoro che, dunque, vengono versate automaticamente allo Stato, come accade a qualsiasi altro dipendente.


Un fatto che viene visto positivamente nel corso delle pratiche di "naturalizzazione": un atto di buona volontà da parte di chi (il lavoratore clandestino) non sarebbe certamente tenuto a farlo.
A versare le tasse.
Il lavoratore illegale, così, fornisce ricchezza non solo al suo datore di lavoro, ma anche alla società americana.

Il denaro derivato dai versamenti dei clandestini americani, infatti, va al Ministero del Tesoro federale, che lo utilizza (anche) per finanziare il Medicare, il programma di assicurazione medica gratuita che, dal 1965, riguarda gli ultra 65enni, indipendentemente dal loro reddito.


Mica scemi, gli americani...
Strano Paese, l'America, vero?


 © dario celli. Tutti i diritti sono riservati 

Occhio alle papere (e ai coccodrilli...)!

W. Lansing Gleason Park, Indian Harbor Beach, Florida.
(Foto di ©Stefania Muggianu)

venerdì 9 settembre 2016

Green Card: il 4 ottobre aprono i termini per la nuova Lotteria.


Ci siamo!
Prendete nota!

I termini per la partecipazione alla prossima lotteria per la Green Card sono dalle 18 (ora italiana) del prossimo 4 ottobre, alle 18 (ora italiana) del 7 novembre 2016.



Tutte le informazioni sulla Lotteria Green Card, QUI 

sabato 13 agosto 2016

Per tutti



Il capitolo "Ma l'America è sempre lì a prenderci in contropiede e a divertirsi a distruggere le nostre certezze" si arricchisce.

Bagni pubblici della Rowan University, Glassboro, NJ.
Senza distinzione alcuna.








martedì 9 agosto 2016

Cavalli selvaggi e cow-boy...

Cavalli selvaggi, cow-boy, mandrie da spostare.
Negli Stati Uniti il mito della grande Frontiera esiste ancora.

Browning, Glacier County, Montana
The Blackfeet Reservation.
Eccovi il passaggio di una mandria di cavalli sull'Interstate 89. 
(Notare il prezzo della benzina: 85 cent. di € al litro).
                                     





sabato 30 luglio 2016

Springer & Lewis

Quando sentì il messaggio alla segreteria telefonica, a Mr. Springer venne un brivido, che partì dalla nuca e gli attraversò tutta la schiena.
Eppure era un messaggio assolutamente generico, brevissimo.

Chi aveva telefonato, infatti, disse semplicemente il proprio nome ("My name is Lewis...") e il suo numero di telefono, senza dilungarsi sul motivo della telefonata.
E mr. Springer, dopo averlo ascoltato, almeno un paio di volte, mi sa..., richiamò immediatamente.
Come preso da uno strano presentimento.
E le sue sensazioni istintive ebbero conferma non appena mr. Lewis rispose alla sua telefonata con il classico "Hallo??". In quel momento mr. Springer "riconobbe" immediatamente quella voce, anche se in verità non l'aveva mai udita prima d'allora.

Già.
Era la voce di suo fratello gemello.
Che non aveva mai conosciuto.
Poiché loro erano stati separati dalla nascita. 

La storia che vi sto per raccontare, cari amici (sì, lo so, vi ho trascurato un po'...) si è svolta in Ohio, dove, appunto, abitano mr. Lewis e mr. Springer.
Ora: non so se fra voi lettori di Aria Fritta vi sia qualcuno, o qualcuna, che ha un fratello o una sorella gemella. Certo tutti sappiamo che ciò che lega due gemelli è qualcosa di speciale, a volte incomprensibile. 
Qualcosa di così "speciale" che qualche volta assume contorni incredibili.

Della donna che mise al mondo i due gemelli non ho trovato nulla. Logico, d'altronde: si trattava di una ragazzina di 15 anni che anonimamente, già in ospedale, diede in adozione i suoi piccoli.
Dei quali, invece, esiste questa foto, con loro in braccio ad una infermiera.

Una fotografia che venne fatta poco prima che le vite dei due bambini prendessero due strade separate.
Per sempre.
"Separate"...
"Per sempre"...
Mica tanto, veramente!
Un filo invisibile, infatti, ha legato quei due bambini fin dall'inizio.

Negli anni successivi - quando i bambini iniziarono a fare domande - entrambi i genitori dissero loro la classica "mezza verità": che erano stati adottati e che avevano avuto un fratello gemello. "Purtroppo morto alla nascita".
Ma è subito dopo la nascita che, inconsapevolmente, i due piccoli sono protagonisti di una serie di incredibili coincidenze.
La prima è che le due coppie di genitori - che non ebbero fra loro mai alcun contatto, nemmeno in ospedale - decisero di dare al loro figlio lo stesso nome: Jim.
Fu da quel momento che iniziò l'inconsapevole vita "parallela" di Jim Springer e Jim Lewis, così come scoprirono nel 1977, 39 anni dopo, con quella famosa telefonata.

Fu tutto merito di Jim Lewis se i due fratelli si sono incontrati.
Fu lui, infatti, che ad un certo punto volle sapere di più del suo passato.
E fu lui, infatti a trovare le prime tracce del suo gemello negli atti del Tribunale locale: dove compariva, oltre al suo, Lewis, anche un altro cognome, "Springer".
E fu lui, Jim Lewis, a fare la famosa telefonata, quasi quarant'anni dopo la loro separazione in ospedale.
E fu lui, Jim Lewis, ad andare, quattro giorni dopo a casa di Jim Springer, il fratello mai conosciuto.

Logico che i due gemelli separati dalla nascita, iniziarono a raccontarsi pezzo per pezzo la loro vita.

Scoprirono, intanto, che avevano sempre vissuto ad una settantina di chilometri l'uno dall'altro: uno in un paesino che si chiama Lima e l'altro a Piqua, ad una oretta di distanza, sulla Interstate 75.

Poi che tutti e due avevano un fratello adottivo che si chiamava Larry;
poi che da ragazzini entrambi avevano chiamato il loro cane "Toy";
poi che a scuola entrambi andavano bene nelle stesse materie (matematica e applicazioni tecniche) e malissimo in grammatica e ortografia.
Ma non basta.
Jim e Jim scoprirono che entrambi si erano sposati due volte, e con donne che avevano gli stessi nomi: Linda, la loro prima moglie, e Betty, la seconda.
Insomma: la loro "Twilight Zone", la loro "Zona Gemella", era piena di altre incredibili combinazioni. Per esempio, i gemelli Jim e Lewis avevano dato al loro primo figlio lo stesso nome.
Anzi, lo stesso doppio nome: "James Allen".
Ma non basta.
Entrambi vivevano nell'unica villetta "singola" presente nel loro quartiere;

entrambi non riescono a vincere il vizio di rosicchiarsi le unghie;

entrambi erano accaniti fumatori (e della stessa marca di sigarette);

entrambi soffrono di emicrania;

entrambi avevano l'abitudine di lasciare in giro per casa bigliettini d'amore alle rispettive mogli;

entrambi, qualche anno prima, avevano acquistato lo stesso modello di auto, una Chevrolet, che la notte infilavano in un garage che conteneva la stessa piccola officina e la stessa attrezzatura per lavorare il legno;

così come entrambi, da sempre, bevevano lo stesso tipo e la stessa marca di birra.
Ah, entrambi (ancora!) avevano fatto il vice-sceriffo: seppur in contee differenti dell'Ohio.
Ed entrambi avevano poi svolto lavori inerenti la sicurezza.

Che dire, poi, del loro tempo libero?

I due gemelli separati dalla nascita, amavano tutti e due il mare. E per entrambi il luogo preferito era St. Petersburg, in Florida, 1641 chilometri più a sud: anche se non si erano mai incrociati, visto che andavano in due spiagge differenti.

A tre isolati l'una dall'altra.


Ovvio che i gemelli Jim, negli anni sono stati oggetto di approfonditi studi da parte di varie Università americane.

E anche qui gli esami medici sono stati assai sorprendenti: le loro cartelle cliniche, per esempio, sono praticamente identiche, così come sono tranquillamente sovrapponibili le loro onde cerebrali.
Le loro risposte ai test sono state sempre talmente simili (quando non identiche), tanto da sembrare frutto della stessa persona e da dubitare che questi fossero stati compilati in stanze differenti.


Ora i fratelli gemelli Jim Springer e Jim Lewis hanno 75 anni.
Abitano sempre in due città differenti.
E quando oggi si rivedono, si divertono a raccontare, davanti ai loro figli e nipoti increduli, i continui episodi identici accaduti nei mesi in cui non si sono visti.

Questo racconto è dedicato a Erika e Davide.
I miei splendidi figliocci gemelli.





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lunedì 2 maggio 2016