PERSONE CHE HANNO LETTO O CURIOSATO

venerdì 13 gennaio 2012

Sulle panchine d'amore a Central Park. Dedicato ai sindaci di Foggia, Brescia e Gavardo (e di New York, ovviamente...)


Il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli - Partito Democratico - nel dicembre 2011 ne ha tolte quattro in viale XXIV maggio (ma poi, dopo le incazzature dei pensionati della zona la ha fatte rimettere precipitosamente a posto qualche giorno dopo). Motivo della rimozione: le panchine erano "postazioni usate da persone poco raccomandabili e prostitute", disse.

Su al nord medesima iniziativa la prese, qualche mese prima, l'assessore ai Lavori Pubblici di Brescia, Mario Lobani - Lega Nord -, che firmò il decreto di rimozione per quelle di Piazza Rovetta, affermando, convinto, che erano "diventate un bivacco di perdigiorno".
Il tutto proprio nello stesso periodo in cui analoga decisione fu adottata dal loro collega Emanuele Vezzola - Pdl - sindaco di Gavardo, sempre nel bresciano: "Perché troppi immigrati stanno lì seduti e fanno baccano", ribadì

Quelli le tolgono, mentre a New York, invece, sulle panchine il Comune ci guadagna.

L'idea è nata nel 1986 da un gruppo "no profit", il "Comitato delle donne volontarie di Central Park", e si chiama "Adopting a bench", "Adotta una panchina".
Un'idea geniale (e simpatica) che finora ha portato nelle casse del Comune di New York qualcosa come 15 milioni di dollari (avete letto bene QUINDICI MILIONI!).

In cosa consista l'iniziativa lo potete immaginare già dal nome: inviando la domanda - anche on line, ovvio - all'apposito ufficio del "Central Park Conservancy" e utilizzando l'apposito modulo, si può "adottare" una panchina; o meglio, la si può "dedicare" a qualcuno. 
Si indica con precisione la panchina prescelta, il breve testo che dovrà essere inciso in una placca metallica, si verserà un obolo "una tantum", ed è fatta. Ecco così che si ha la possibilità di dedicare una delle novemila panchine presenti a Central Park a qualcuno che si ama. 
Una dedica eterna da lasciare ai posteri. 
Nello stesso tempo, in questo modo si aiuta l'amministrazione a manutenere il parco più importante della città, il "polmone" di New York.


Dal 1986 ad oggi, nei 3,4 kmq di Central Park - un rettangolo di 800 metri per 4 chilometri - sono state più di 2000 le panchine "dedicate".
Dunque se volete avere un pensiero gentile, un po' originale (e terribilmente romantico), sappiate che ve ne sono altre 7000 libere.

E' pur vero che la dedica, il ricordo o il pensiero, non costa poco: a fare i conti, un po' meno di un anello di finanziamento di Tiffany (ai prezzi italiani...). Con la differenza, però, che questo pensiero, davvero, è per sempre
La tariffa è 7.500 dollari, poco meno di 6.000 €uro; fatta eccezione per la targa prevista per la panchina dal modello definito "rustico" - sostanzialmente in tronchi in cemento finto legno, francamente un mezzo orrore... - opzione, non so bene perché, che costa ben 25mila dollari.  
Ma è tutto denaro, spiegano al "Central Park Conservancy", che i contribuenti (americani) potranno ovviamente dedurre dalle tasse.

La dimensione della targa è unica: ci si può sbizzarrire solo sui caratteri, quattro a disposizione. E sul testo: che comunque deve limitarsi ad una dedica o a un ricordo. Tempo sei-otto settimane dall'ordine, e la targhetta sarà messa sullo schienale della panchina richiesta. 
Se è libera, ovvio.

Dunque le panchine di New York vengono dedicate a chi si vuole.
Per esempio in ricordo di una persona speciale...

In affettuoso ricordo di Tillie Goldman, 
che amava New York nel mese di giugno
un brano di Gershwin
Central park è stata la sua casa per 95 anni meravigliosi.

O dei genitori:


In affettuoso ricordo di Laura e Arthur Galli
Insieme hanno vissuto, amato e riso
per 54 meravigliosi anni
O anche per ricordare una amicizia collettiva e un luogo di appuntamento comune. Come questo di un gruppo di amiche che ha deciso di "segnare" la panchina divenuta negli anni il loro luogo di appuntamento periodico per la lettura di un libro:


Dopo l'11 settembre, tante sono le panchine di Central Park dedicate a qualcuna delle vittime.
Come questa, che ricorda un ragazzo di 27 anni:
In affettuoso ricordo di Aaron Jacobs
"Salve a te, spirito allegro"
Hai portato gioia e grazia a tutti  

Non so se esista un censimento, ma credo di poter dire che la maggior parte delle dediche sono splendidi, romantici (e a volte struggenti) pensieri d'amore.
Per il mio cavaliere dall'armatura splendente;
l'amore della mia vita,
la tua topolina

Manhattan:
siamo venuti, abbiamo visto
ci siamo innamorati
Innamorarsi, si sa, già rincoglionisce un po' (a proposito, mi avete fatto venire in mente un'altra cosa che racconterò prossimamente in queste pagine...): potete allora immaginare qual può essere il livello di rincoglionimento che si raggiunge se ci si innamora a New York...
E infatti, in argomento "amore e dintorni", sulle panchine di Central Park si legge di tutto. 
Ci sono i maschietti forse un po' timidi o forse solo un po' originali che affidano la proposta di matrimonio a lei, alla solita panchina di Central Park utilizzata per amoreggiare romanticamente con la diletta:

M.L. 
vuoi sposarmi?
Ti amo
Alan
O ci sono coloro che utilizzano la panchina per annunciare a lei l'intenzione...

A questa panchina un giorno V.L. proporrà a HRH di sposarlo
... lasciando poi alla panchina vicina anche la previsione di come  ("un giorno...") lei risponderà:
... e lei un giorno gli dirà sì.
C'è anche chi ha voluto specificare dettagliatamente le "istruzioni per l'uso" della panchina "personale"...  
Panchina di Margherita 
Si prega di utilizzarla per dire a qualcuna/o quanto vi preoccupate di lei/luiper baciarla/o, abbracciarla/o, coccolarla/o, toccarla/o, sorriderle/gliridere, tuffarsi nei suoi tricipiti e nelle sue tette!
(Che dite: la traduzione di questi due ultimi concetti è giusta?)
Ad una più attenta lettura, considerate anche le abitudini che hanno i newyorkesi di utilizzare Central Park come una palestra a cielo aperto, mi è stato suggerito che l'ultima frase potrebbe voler dire in realtà 
"fare flessioni e piegamenti!"

"Ah l'amour, lòn ca fa...", si dice sospirando a Torino. 
"Ah l'amore, quel che riesce a fare..."

Ma fra tutte le "bench dedication plaques" che ho visto a Central Park io forse preferisco questa, da me fotografata tre anni fa.
Vorrei davvero che Leonard sia riuscito, prima che lei se ne andasse per sempre, a far vedere alla sua Evelyn questo regalo.
Perché se ciò è avvenuto, sono certo che lei ha lasciato questo mondo - e Central Park - con il sorriso sulle labbra...

Riservata soltanto agli innamorati.
In ricordo dei 40 anni felici vissuti  
da Evelyn e Leonard Lauder



© dario celli

4 commenti:

  1. adoro questa iniziativa e se non costasse così tanto ci avrei sicuramente fatto un pensierino ;o)

    La stessa iniziativa l'ho vista sulle freeway dell'ovest. (http://www.adoptahighway.net/)
    Ogni tot. di miglia c'era un cartello con scritto "adotta un'highway" e nei tratti già adottati c'erano le più svariate dediche (come quelle delle panchine di central park) :)

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  2. Già...
    Parlerò anche di quello, prima o poi!
    Ciao!

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  3. Già anche adopt a highway, che è più votata all'ecologico.... http://www.adoptahighway.com/home.html sembra (o meglio, dicono) che il costo non sia proibitivo.... Non ho trovato info in merito, bisognerebbe chiamare e non avevo troppa voglia! Come sempre, splendidi pezzi, Dario!

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  4. Hai senza dubbio ragione nel far notare quanto i nostri politicanti non hanno una mente pronta per cose dolci e simpatiche come questa delle panchine "dedicate" però c'è anche da dire che da noi manca la cultura per far qualcosa del genere...

    Io purtroppo provengo da una città dove le panchine vengono distrutte e rovinate da cittadini incivili che se ne fregano della cosa pubblica...probabilmente alla base di tanti e tanti comportamenti immorali ed incivili vi è proprio questo distacco da ciò che ci circonda, questo non comprendere quanto il pubblico sia per l'appunto anche nostro.

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